PLANET DEAD

Ci siamo, mancano pochi giorni per Lucca Comics & Games, mi troverete tutti i giorni al Padiglione Napoleone, Stand 101 (come la carica dei 101) a sketchare gli albi di Cronaca di Topolinia che ho disegnato in uscita in questa fiera, cioè Lunar Lex e Planet Dead.

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Planet Dead è un Horror, c’è chi lo chiama Spy-Horror, chi Political-Zombie, quello che è certo è che non si tratta di una pedissequa riproposizione di clichet di successo, ma come in un ottimo cocktail, gli ingredienti di generi differenti sono mischiati con cura, anche se sempre di horror si tratta. Tra gli elementi originali, ci tengo a dire che si tratta di un fumetto sugli zombie ambientato in Italia, precisamente a Genova, dove un container carico di zombie, per un imprevisto, si apre e riversa le creature tra le banchine. Ed ecco in anteprima le prime tre pagine della storia:

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Questo è l’inizio di Planet Dead, se volete sapere come continua, ci vediamo a Lucca Comics & Games, dove potrete avere sull’albo un mio sketch con dedica, oppure dopo la fiera potrete trovarlo nelle migliori fumetterie, o dal sito dell’editore Cronaca di Topolinia.

Se venite in fiera, però son più contento! Ci vediamo!

On the road again

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Alcuni mesi fa ho preso una decisione forte. Visto che l’azienda dove lavoravo stava per l’ennesima volta andando in vacca, ho deciso tra uscita, liquidazione e un po’ di soldi che avevo messo da parte di fare una inversione totale, lasciare il mio posto da direttore creativo, che di creativo ormai aveva ben poco, e riprendere a fare a tempo pieno quello che ho sempre voluto fare: il gangste… hemm…il fumettista.

 

Scrivevo infatti su Facebook:

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E da oggi, divento un fumettista a tempo pieno. Per ora non mi occuperò più di art direction, licensing ecc. Solo fumetti e ilustrazioni. Ho delle serie importanti da seguire bene, e parlo soprattutto di Planet Dead, e altri lavori in corso e in partenza. Ringrazio pubblicamente mia moglie per il sostegno: per un po’ si tirerà la cinghia, ma sprecare la vita a guadagnare soldi per comprare cose di cui non abbiamo bisogno, invece di inseguire le proprie passioni, è la follia più grande che si possa fare.

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Arrivano le 18, ma il mio ufficio adesso non chiude più, perché ora è casa mia. Eccomi a disegnar di zombie e leggere sceneggiature da convertire in grafite. In cuffia la musica che ascoltavo tanto tempo fa in un piccolissimo appartamento in via Pepe. La mia lavagna luminosa è molto più comoda adesso, ma l’atmosfera è sempre quella.

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In 6 mesi ho pubblicato 96 pagine di fumetti e altrettante ne ho già commissionate da qui alla fine dell’anno. In più ho fatto illustrazioni per la scolastica e la copertina di un Libro Fantasy.

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Anche oggi ho ricevuto una nuova sceneggiatura per un fumetto che uscirà a Cartoomics l’anno prossimo. Quest’anno sono arrivato a 10 fiere, per scherzarci su ho fatto una t-shirt con le date che aggiorno via via.

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Lavoro professionalmente con piccole case editrici, quelle che escono in fumetteria, ma con le tre più toste che ci sono in questo segmento di mercato: Cronaca di Topolinia, la mia famiglia, Bugs Comics, i miei compagni di classe, Edizioni Inkiostro, la compagnia del biliardo. Come ho fatto ad entrare nelle migliori? Principalmente culo, comunque direi che mi sono trovato al posto giusto, al momento giusto.

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Sono molto diverse come filosofia, ma accomunate dalla passione vera. In ogni casa editrice ho avuto la fortuna di trovare bravissimi sceneggiatori e persone umanamente grandiose. Possono scrivere le situazioni più turpi, i momenti più romantici, le scene più splatter, ugualmente cerco sempre di dare il massimo. Forse delle volte fin troppo.

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E sono approdato in edicola con una piccolissima casa editrice per bambini, Edizioni Nicoletta, che continua le storie di Alice, un mio personaggio per ragazzi che è uscita come protagonista o come comprimaria in alcuni giornalini di ben tre case esitrici: Edizioni Masters, Edizioni Eden e Forte Editore. Come le altre volte mi sono occupato dei testi, perché, non so se lo sapete, ma sarei anche sceneggiatore.

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Qualche strada si sta dividendo. Cagliostro E-press è la prima che nel 2015 ha pubblicato qualche mio scarabocchio e mi sento di ringraziarla per quello che hanno fatto per me. Con questo terzo numero di ISE Salgari, lascerò il gruppo semplicemente perché ho la necessità di essere pagato a tavola, mentre il loro scopo è quello di lanciare autori, per cui pagano a percentuale in modo da distribuire, giustamente, un po’ i rischi imprenditoriali.

fumetto di Luciano Costarelli

Mondi Paralleli 2 ha avuto un rallentamento per lo stesso motivo, ma è un progetto in cui credo fortemente e che proseguirò fino alla fine.

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Nel frattempo, ho saldato un vecchio debito con Filippo Pieri, una storia iniziata due anni fa. L’ho quasi ridisegnata da capo più volte perché nel frattempo il mio stile si era evoluto. Ringrazio Filippo per la pazienza, sarà pubblicata online a settembre ed è di fatto il mio ritorno all’horror dai tempi della Fenix negli anni ’90.

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Il lavoro dunque non mi manca, la sfida dell’anno prossimo sarà quella di renderlo più redditizio, ma vi voglio dire una cosa: sto disegnando i generi più disparati, le scene più assurde con dei personaggi fantastici.

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E ad ogni fiera incontro lettori entusiasti a cui fare sketch e scambiare pareri sui fumetti e frequento artisti che ammiro da una vita. Guadagno meno? Sì, ma i soldi sono enormente sopravvalutati. E poi, nel malaugurato caso in cui le cose andassero male, mi hanno parlato di una certo Banco Popolare di Tijuana…

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Un anno in fiera

Lucca Comics & Games 2017 è finita, non posso parlarvi di granché di questa fiera perché non l’ho vista. Ho invece passato quasi tutto il tempo dietro il tavolo degli stand del padiglione del Giglio a fare sketch con dedica, per una decina di ore al giorno. Bene: posso dirlo con una frase da vecchio? Ma che figata!

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La batteria di disegnatori allo stand Cronaca di Topolinia

Un anno e mezzo fa andavo da fan allo stand Bugs Comics a chiedere se era uscito il nuovo numero di Mostri. La scorsa Lucca (2016) usciva Alieni 1 dove collabravo con una storia, ero dietro lo stand a fare dediche sulla white cover.

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Esaurite quelle, a Cartoomics 2017 ero di nuovo dietro allo stand a fare sketch su qualche numero di Mostri dove ho avuto il piacere di reinterpretare nelle dediche i protagonisti delle storie che leggevo avidamente sull’albo della ACME negli anni 90.

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A Cartoomics ho fatto la spola tra lo stand di Bugs Comics e quello di Cronaca di Topolinia, visto che sono nello staff di Lunar Lex, il numero zero è uscito proprio a Lucca Comics & Games 2017. Ecco una bella illustrazione  di Gaetano Longo colorata da Antonio Antro.

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A Lucca Comics & Games 2017 ho passato quasi tutto il tempo al Padiglione del Giglio. Per Bugs Comics, ho continuato a fare sketch su Alieni e vari numeri di Mostri. Con questo tipo di carta ho potuto fare qualche sketch a pennino. Già perché i tipi di carta sono molto diversi, patinati, opachi e devi trovare le tecniche giuste ogni volta.

Alieni Bugs Comics, fumetto di Luciano Costarelli

Disegno di Luciano Costarelli

Disegno di Luciano Costarelli

Disegno di Luciano Costarelli

Ho fatto anche una bella dedica su Gangster, la nuova pubblicazione del vulcanico gruppo romano. Siccome sono il solito maniaco dei dettagli inutili, la pistola in questione è una Colt Woodsman, disegnata da John Browning, uno dei più grandi innovatori di questi meccanismi di morte. Tra l’altro mormone convinto. Quando quei ragazzotti americani, che si definiscono anziani, vi abbordano con la scusa del corso d’Inglese gratuito per parlavi del libro di Mormon, se volete declinare fatelo con gentilezza, non si sa mai…

disegno di Luciano Costarelli

Per Cronaca di Topolinia ho fatto sketch sul numero zero di Lunar Lex e Cronaca Comics, ma mi sono anche portato avanti con il nuovo fumetto che mi è stato assegnato Cronache dal Giaccio. Tutti i particolari in cronaca!

Disegno di Luciano Costarelli

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Oltre a Cartoomics, tra le due Lucca, ho fatto diverse altre Fiere: Novegro, Torino, Cuneo Comics & Games, dove ho pure fatto il mio primo Workshop. Complimenti agli organizzatori, l’atrezzatura a disposizione era eccellente!

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Fare disegni in fiera, tutte quelle ore al giorno, può essere spossante ma ti trasmette di ritorno una energia incredibile. Non c’è niente come il contatto diretto con il pubblico. Ti ringraziano per il disegno che fai loro sull’albo ma dico sempre “sono io che ti ringrazio” ed è veramente una cosa sincera, perché non sono sicuro si tratti davvero di uno scambio alla pari.

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È bene specificare che fare sketch in fiera non è una cosa facile, per prima cosa non hai molto tempo per cui devi andare veloce, ma non devi “tirare via” perché il lettore quel disegno se lo terrà una vita, lo farà vedere ai suoi amici, devi fargli una cosa bella in 10-15 minuti al massimo.

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Sketch in fiera di Alieni, da “Incontri ravvicinati del terzo tipo”.

La matita ti serve per definire un po’ dove vanno le cose, per la maggior parte si va diretto col pennarello. Adesso me la cavo, ma ai primi che ho fatto i disegni alla scorsa Lucca, prima della firma volevo scrivere loro “scusa.” come dedica.

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Los profesionales di Carlos Gimenez

L’altra difficoltà è che non puoi sbagliare. Quando inchiostri una tavola a fumetti su carta e viene male, la riprendi e la rifai. Oppure usi la tempera se devi sistemare un particolare. In digitale basta una combinazione di tasti e torni indietro. In fiera no, quel che è fatto è fatto. Non si torna indietro,

Lunar Lex Disegno di Luciano Costarelli

Così, come nei fumetti, quando passi a disegnare quel che vuoi a lavorare su sceneggiatura c’è un crollo, anche questo tipo di lavori ti mette alla prova. E come tutte le cose, dopo un po’ di pratica, ci si prende la mano.

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Una divertente gag di Elena Mirulla. In effetti agli stand i tavoli non sono inclinati…

L’altra cosa interessante di queste fiera è il rapporto con gli altri fumettisti. Con Bugs già dall’inizio si era capito che aria tirava, e infatti mi son trovato benissimo.

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Ma anche con Cronaca di Topolinia mi sono sentito subito in Famiglia.

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A giudicare da quanto si legge in rete, il mondo del fumetto italiano sembra un covo di rancorosi, in fiera l’atmosfera è diametralmente opposta. Simpatie e antipatie ci sono come in qualsiasi ambiente ma, parliamoci chiaro, abbiamo tutti la stessa passione.  Ma dopo tante ore passate al tavolo di uno stand, cosa c’è di meglio di una bella pizzata zagoriana?

Cico di Zagor disegnato da Luciano Costarelli

In queste occasioni, soprattutto quando c’è di mezzo Zagor, è incredibile quello che succede stando insieme: disegnatori , espositori e visitatori perdono i loro ruoli e diventano tutti, semplicemente, dei lettori di fumetti.

Pizzata Zagoriana a Lucca, organizzata dalla pagina "ZAGOR lo spirito con la scure"

Pizzata Zagoriana a Lucca, organizzata dalla pagina “ZAGOR lo spirito con la scure”

 

 

 

Mondi Colorati

17883532_10212696221789100_2854793790259496757_nE con questa settimana abbiamo spedito tutte le copie di Mondi Paralleli. Per la copertina ho voluto dare un aspetto retrò, da Pulp magazine. Ho realizzato l’illustrazione in digitale (come al solito escluse le matite) ma ho utilizzato la tecnica degli acrilici, con quel gran programma che è Clip Studio Paint  aka Manga Studio Pro.

CopertinaSul retro ho inserito una finta pubblicità, rifacendomi ad una reale d’epoca. È stato molto bello rifare il televisore nello stile delle illustrazioni degli anni ’50, e mettere un Akkroniano sorridente daltubo catodico. La TV è marcata Dime Web, che è il blog su cuoi sono apparse inizialmente e in bassa risoluzione, le storie di Mondi Paralleli. Metafore come se piovesse!

17966982_10212735802258587_5864826520770452193_o Siccome abbiamo raggiunto l’obiettivo del crowdfunding in anticipo, come bonus ho incluso delle cartoline con degli sketch ad acquarello che ritraggono i personaggi presenti nel fumetto.

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Alcuni “bakers” (questo è il nome di chi contribuisce alla realizzazione di un progetto di crowdfunding) hanno scelto di ricevere il fumetto con una copertina “variant”,  bianca che è stata arricchita con uno sketch in Bianco e nero o a colori. Mmmh…Quattro parole in Inglese fighetto in tre righe di Italiano. Si vede proprio che sono milanese.

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Anche se si tratta di sketch, e non di vere e proprie illustrazioni, ho pensato di utilizzare il pennino per avere un tratto più caldo e perché il pennarello avrebbe sbavato il colore con l’acquarello. Era dalle prime storie pubblicate su Dime Web che non usavo più il pennino, avendo progressivamente sostituito l’inchiostrazione in digitale. Non so, è scattato qualcosa.

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Sono andato a Torino Comics al seguito di Cronaca di Topolinia. Il compito di noi disegnatori in fiera è promuovere la casa editrice e il nostro lavoro tramite gli sketch. La cosa funziona bene perché quando disegni, la gente viene a guardare e l’idea di avere un disegno dell’autore del fumetto, invoglia sicuramente all’acquisto. Certo se il fumetto fa schifo o se uno fa uno sketch orrendo, non è che fai felice l’acquirente, che poi si ricorderà di te e ti guarderà sempre male come fossi un ausiliario delle soste. Ma non è stato questo il caso per nessuno allo stand, infatti la fiera è andata bene, nonostante lo spazio dedicato al fumetto sia diventato pochino rispetto ai gadget, Games, cosplay ecc.

18157284_10212816698720948_8822110705196129831_nE per far felice gli acquirenti, ho pensato di dare un po’ di valore aggiunto facendo gli sketch a pennino e china. Rieccoci. Oh, mi piaceva un sacco! Quando fai sketch non hai molto tempo e se è vero che fai quasi sempre quello che vuoi tu, non hai molto tempo per pensare: quattro segni a matita e via diretto. Ritrovi la freschezza del tuo segno, meglio di qualsiasi workshop (daje coll’Inglese fighetto!). Oltre a questo si fanno dei disegni collettivi e si passa tempo insieme ai disegnatori.

18034124_1477496768961741_6058418178969451491_nFare gruppo in fiera, disegnare insieme è una cosa che fa benissimo allo spirito, se non si è disegnatori spocchiosi/invidiosi/rancorosi. Fortunatamente a Cronaca non ho trovato nessuno così e io sono troppo vecchio per queste stron*ate: se non ci divertiamo noi per primi a disegnare, come vuoi che si diverta il lettore? L’ego, da forza motrice, può facilmente diventare la più grande zavorra che un disegnatore possa avere. Poi in genere uno arriva comunque dove deve arrivare… Ma, ragazzi, che fatica!

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Ora, se avete avuto la pazienza di leggere tutte queste divagazioni, capirete ora dove volevo andare a parare: Ho iniziato Mondi Paralleli con fatica, inchiostrando a Pennino e pennello le prime storie, poi sono progressivamente passato, storia dopo storia, all’inchiostrazione digitale, che grazie alla sua enorme velocità, mi ha permesso di macinare molte tavole, recuperare la mano dopo lo stop di tutti questi anni e di migliorare costantemente il mio livello.

16179328_10211953912071821_4644904697580781877_oOra il cerchio si chiude perché con Lunar Lex che sarà pubblicato da Cronaca di Topolinia a Lucca Comics & Games 2017, sto tornando a lavorare in modo tradizionale. Userò ancora Clip Studio Paint per i ritocchi finali e qualche correzione, ma sarà marginale, perché sono arrivato alla conclusione che il segno nervoso e scattante del pennino sia il modo migliore per esprimere realmente la mia personalità. Che è una cosa diversa dall’ego di cui parlavo prima: è come se fosse quel particolare tono di voce che contraddistingue un cantante, che magari non sarà ‘sto gran cantante, ma che a un po’ di gente piace proprio per quello. Oppure un particolare tipo di Colore che fa subito pensare ad un preciso brand (rieccoci!) come il Rosso della Ferrari o il verde di Tiffany. Anche se disegno quasi sempre in bianco e nero, è arrivato il momento di trovare quel colore. Insomma un percorso è finito e ne inizia uno nuovo, anche se fatto con strumenti molto vecchi.

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Crowdfunding!

coincidenzeIl giorno 22/2 è partita la campagna di Crowdfunding per stampare MONDI PARALLELI, ovvero le 10 storie di fantascienza a fumetti scritte da Francesco Manetti e disegnate dal vostro amico di matita qui presente, più una esclusiva da 8 pagine che, manco a dirlo, è pure la più bella.

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C’è tempo un mese e mezzo per raccogliere la pecunia necessaria alla stampa degli albi: 52 pagine copertina compresa, stampati su ottima carta patinata opaca, (chi ha visto l’anteprima a Collezionando Lucca può testimoniare sulla qualità di stampa). Interni in B/N copertina a colori, due versioni. A partire da 4 euro per l’albo base consegnato a mano, in un crescendo di prezzi e premi che comprendono disegni con dediche a colori, tavole originali e eterna riconoscenza degli autori.

Se avete almeno 4 euro su una carta prepagata, questa è la nostra pagina su indiegogo, così potete anche farvi un’idea. C’è anche un video sbruffonissimo:

http://igg.me/at/mondi-paralleli

Se non volete cacciare la grana, niente di male. Ma se vi va, diffondete per favore questo link.

C’è anche una pagina Facebook con tutte le notizie e gli aggiornamenti:

https://www.facebook.com/Yul1973

Grazie per l’attenzione!

Luciano

Calcio alla giapponese

Ho realizzato la mia ultima collezione di Lamincards alla fine del 2011, uscita poi l’anno successivo, al di là dei fumetti che ho ripreso l’anno scorso, da allora mi sono occupato di Loyalty programs, spesso con collezionabili  (cards, stickers, piccoli 3D) Back to School per la Francia, Belgio e Romania su licenze Dreamworks, Peyo (i Puffi), Nickelodeon, Ubisoft.

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Collector Madagascar 3 con Stickers-card e Chips per la Francia, curata da me.

Nel frattempo Edibas, la società che ha allietato i pomeriggi di tanti bambini e svuotato i portafogli di tanti genitori negli anni 2000 è fallita. Cose che capitano. C’è stato un periodo in cui erano diventate tanto popolari da finire sulla nonciclopedia. In quel periodo non potevi passare per una via nei pressi di una scuola senza trovare per terra delle bustine vuote di Lamincards. Le bustine, tra l’altro avevano anche un loro valore, perché spedendone 10 partecipavano all’estrazione di ricchi premi. Promosfera, una agenzia che avevamo ingaggiato per i nostri concorsi mettendo in palio Playstation, Wii, Nintendo DS e altre cose belle di questo genere, dovette affittare uno spazio per  perché ogni giorno riceveva un sacco enorme dalle Poste, tipo i Beatles quando portavano i capelli a caschetto e la cravatta stretta.

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Fan in delirio durante l’uscita della nuova serie di Lamincards di Dragon Ball Z

Bòn, passato quel periodo (delle Lamincards, non dei Beatles),  tra i vari cartoni che giravano in TV assorbendo ore ai miei figli e mezz’or a me, ce n’è stato uno in particolare che mi ha sempre strappato un sorriso: Inazuma Eleven.

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Prototipo Multi-cardz di Inazuma Eleven, poi eliminata dalla produzione

Nato da una serie di videogiochi per piattaforma Nintendo e con il manga pubblicato sulla rivista giapponese Coro Coro (che ha ospitato Pokémon, Beyblade, e ogni successo toy-oriented dagli anni 90 ad oggi) si caratterizza per un livello medio-alto di animazione e una percentuale di idee stravaganti pure superiore a serie con consupercattivi che vogliono conquistare il mondo con delle trottole di plastica o con delle carte (non di credito).

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Altra card poi non prodotta: Quella cattivona di Beta, uno dei miei personaggi preferiti (l’immagine non le rende giustizia, se non per il tiro assurdo).

Potremmo dire che si tratta di un cartone sul calcio, ma questo sport è solo il punto di partenza di una delle più grandi giapponesate degli ultimi anni. Inazuma Eleven è talmente eccessivo da far sembrare una finale di Holly e Benji, una “scapoli contro ammogliati” della Sipral srl di Bagnolo Cremasco e la Catapulta Infernale dei gemelli Derrick un banale esercizio di riscaldamento.

holly-e-benjy1Con Holly e Benji, scatta subito l’effetto nostalgia, eh? Però quasi tutti si dimenticano del precursore: “Arrivano i Superboys” (Doveva essere Soccerboys, ma poi han fatto casino come al solito) con quella simpaticissima sigla con gli stacchetti in cokney.

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Forse perché i giocatori invece di bimbetti carini (con qualche eccezione)  erano dei brutti adolescenti con sopracciglia pelose, tra cui uno, tale Yamagata, con una mascella  che dava dei punti a Boss di Mazinga Z. Non parliamo dei colori cupi e desaturati che trasmettevano tristezza in ogni pennellata. Poi non è che ci fossero grandi effetti, qualche palla che si piantava per aria prima di entrare in porta, due che colpiscono insieme la palla senza manco un fulmine o una fiammata…anche se hanno avuto loro l’idea di farli giocare con una palla sgonfia che si deforma. Comunque quel tamarro di Shingo Tamai si limitava al massimo a “tirare alla sottomarina” dando alla palla giusto un po’ di effetto, qui in Inazuma Eleven, due generazioni di calcio giapponese dopo, ci sono tiri come il “Pinguino imperatore n.7” in cui la palla viene accompagnata in porta da 7 pinguini di diversi colori, evocati dal nulla, che lasciano scie energetiche multicolor!

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Il che potrebbe essere una roba sconvolgente se i portieri non evocassero manone giganti, dita che escono dal terreno o muraglie cinesi. Benji, vatti a nascondere tu e il tuo berretto W Genzo!

Inazuma Eleven Luciano CostarelliPrima di Inazuma quando un giocatore molto forte e molto figo come Mark Lenders faceva un tiro alla Totti, dietro di lui metaforiche fiamme ardevano scintillanti (e un po’ Totti se la menava di non riuscire a farle pure lui col “cucchiaio”).

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Quel figo di Victor Blade, questa card è stata approvata e trasformata in 3D lenticolare.

Qui si va molto oltre: lo spirito guerriero si manifesta fisicamente, visto che è una entità spirituale, e come se non bastasse più in là nella serie, al giocatore gli presta pure l’armatura. Che se, quando giochi contro la Novatese nel campetto di Bollate, ti metti a addosso una armatura da 40 chili, dopo 15 minuti non hai più fiato e realizzi che pure Filini nel secondo tragico Fantozzi, corre più veloce di te. In Inazuma invece diventi fighissimo e acquisti nuovi superpoteri, tipo i Cavalieri dello Zodiaco

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Arion Sherwind in versione Armored Fighting Spirit

E se questo vi sembra allucinante, pensate che, grazie ad un orsetto androide che spara con due pistole (forse  caricate a LSD), i giocatori fanno una fusione con personaggi famosi del passato tipo Giovanna d’arco. Il fatto che questo processo si chiami Mix-Max Trans, e che sia un giocatore di nome Gabriel Garcia a fare la fusion con Giovanna d’Arco è stata origine di infinite discussioni sulle fan pages di Inazuma e di appassionate di Yaoi.

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Gabriel Garcia fuso con Giovanna D’Arco

Io non mi stupisco più di niente se non del fatto che la Pulzella d’Orléans in questo cartone porti gli occhiali. Nonostante questa vena di follia, che più che una vena è proprio un’arteria femorale, in Inazuma vengono inaspettatamente trattati in modo interessante alcuni temi come la corruzione nel mondo del calcio e le partite truccate. In comune con lo sport più amato dagli italiani, oltre a queste due cose, in Inazuma rimane la porta, la palla (più o meno) e il fatto che bisogna segnare. Tutto il resto è fantasia senza freni.

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Goldie Lemmon, bimba pestifera che gioca in armatura in una squadra maschile ed è protagonista di un paradosso temporale tipo Trunks del futuro – Saga degli androidi.

Pure io in passato ho disegnato fumetti di calcio, prima per Edizioni Eden (inchiostri, in realtà) poi per Forte Editore. E pure io ho disegnato cose per cui il dio del Calcio non mi farebbe entrare in Paradiso.

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Inter Squadra mia, una delle mie deliranti storie del 1993.

Avevo da contratto un numero minimo di pagine da dedicare ai giocatori del Milan o dell’Inter a seconda della testata, a cui inserivo storie con protagonisti dei ragazzi, tipo “la banda dei 5″. In teoria i personaggi dovevano cambiare ogni volta, ma settimana dopo settimana, iniziavano ad incontrarsi e incrociarsi le loro vicende. Trovavo sempre nuovi stratagemmi per raccontare di tutto. Un ragazzo che vuole scrivere storie di fantascienza, mi permise di disegnare San Siro in una Milano semi-sommersa nel futuro (che poi sarebbe tra 7 anni). Mi sarebbe piaciuto proseguire per sempre a raccontare le vicende di questi ragazzi, ma credo che l’editore abbia sopportato fin troppo le mie bizzarrie. Certo che avere due settimanali da 24 pagine consegnati sempre in perfetto orario, era comunque un buon contraltare per delle storie poco ortodosse.

Fumetto di Luciano Costarelli

Storia del ’93 in cui introducevo forzatamente dei nuovi personaggi, ripescati da una mia precedente pubblicazione sullo Skateboarding.

Se per l’Inter erano storie autoconclusive in cui ogni tanto ritornavano dei personaggi sul Milan andavo oltre. Coadiuvato dalle splendide matite di mia moglie e dai danni che potevano fare le nostre menti quando lavoravano insieme, avevamo trasformato il fumetto Milan Squadra Mia, in una commedy con protagonisti i personaggi di Beverly Hills 90210. Italianizzati nei nomi, ma sempre loro erano. Nel 1993 era tanta roba!

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Milan Squadra Mia, fumetti disegnati in coppia con Anya Pascale

Adesso che il dio del Calcio si era dimenticato di me, ho deciso di irritarlo nuovamente. Esc srl mi ha contattato per realizzare le Multi-cardz di Inazuma Eleven ho accettato con entusiasmo e ho fatto una collezione di cards come non se ne vedevano da tempo.

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Altro che quelle cazzate uscite negli ultimi tempi, minestrine riscaldate dei tempi che furono, effetti speciali messi senza sapere perché. Ci ho messo la stessa grinta ed Energia di Dragon Ball Z serie oro! Fulmini! Lampi di luce! Sfondi ad acrilico! Grafica cazzuta ed armonia dei colori.

Multi-cardz Luciano CostarelliIn ogni bustina trovate 3 card e mezzo campo di gioco. Gioco inventato da me, facile e veloce, collezione semplice da finire visto che la prima serie sono solo 60 card. In ogni bustina trovate 3 card, che possono essere trasparenti, KristallStick (quelle di Ferrero Animal Action) e lenticolari 3D. Poi una scheda con le info sul giocatore, ma quella è di contorno.

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Se pensate che tutto sto pezzo su Inazuma sia una enorme paraculata per promuovere le cards che ho fatto… Beh avete ragione! Però, ammettetelo: oltre alla sfacciata promozione,  vi ho regalato come sempre qualche spaccato simpatico della mia bizzarra vita editoriale condita da un pizzico di nostalgia nerd. Poi, se questa prima collezione Inazuma Eleven Go avrà successo, pian piano questa nuova realtà editoriale crescerà e riporterà in edicola di nuovo delle belle card made in Italy… Dei tuoi eroi preferiti!

Bottega Cagliostro

Seconda puntata su Lucca. A differenza dell’Area Pro e dello stand Bugs Comics, quest’anno lo spazio Cagliostro a Lucca, per me non ha rappresentato una tappa fondamentale.

ISS Salgari di Luciano CostarelliMa solo perché lo è già stata l’anno scorso. Infatti, dopo tanti anni in cui avevo smesso di disegnare fumetti, alla fine del 2015 decisi di partecipare ad un loro bando, per disegnare Giganti d’Acciaio, una antologica di storie robotiche che ripercorre la storia dell’umanità con immaginarie interferenze di robot giganti di svariati generi. A me hanno dato una bella storia di Andrea Garagiola intitolata “L’alba dei giganti”, ambientato nel periodo compreso tra l’attacco Giapponese a Pearl Harbor e il lancio dell’atomica su Hiroshima.

Giganti d'Acciaio di Luciano CostarelliIn quel progetto, per la prima volta in vita mia, mi sono trovato a dover rendere conto ad un editor. Prima gli storyboard, poi le matite, infine le chine. In ogni passaggio indicazioni su cosa andava e cosa no e quello che non funzionava andava rifatto.

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Los Profesionales di Carlos Gimenez

Quelle pagine hanno rappresentato per me un certo calvario, non per le correzioni, ma perché la mia mano era completamente andata e anche le cose più banali mi riuscivano di una difficoltà immensa. Per peggiorare la situazione ho provato a riprendere qualche stile giapponese realistico come Urusawa, con risultati un po’ deludenti. Nonostante tutto, qualcosa di decente sono riuscito a farlo, è pure piaciuto a un po’ di gente.

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Probabilmente è piaciuta per qualche vignetta ben riuscita, per ambienti e mezzi che hanno retto e perché la storia era molto buona. Con Andrea Garagiola poi abbiamo lavorato insieme su The Fucking Frog Man, vincendo il contest online di Bookmaker comics. Una storia molto tenera con come protagonista un dolce orsetto albino.

The Fucking Frog Man Luciano CostarelliQuest’anno per Cagliostro ho disegnato un episodio, scritto da Stefano Bonazzi, dell’Incrociatore Stellare E. Salgari, una space opera che strizza l’occhio alla corazzata spaziale Yamato, ma che ha diversi punti di originalità. Anche se c’è ancora qualche imperfezione su cui avrei dovuto lavorare, ho potuto constatare il rilevante progresso fatto in un anno.

O'Neill Space Station by Luciano Costarelli

E anche per la Cagliostro è stato un bel passaggio mettere in piedi questa produzione, che non è una serie di episodi brevi ma una unica storia divisa in episodi. Gestire un totale di 25 persone tra sceneggiatori, disegnatori, editor, producendo 220 pagine in più o meno 8 mesi non è uno scherzo. Di cose così fanno anche due o tre all’anno ma per come la vedo io questo progetto era molto più complicato, sia per tenere una storia coerente, sia perché essendo ambientato nel futuro c’era tutto un universo da inventare.

ISE Salgari- disegni di Rolando Cicatelli

ISE Salgari- disegni di Rolando Cicatelli

Lo stile del disegno varia da episodio a episodio, alternando disegnatori poco più che esordienti con altri ben più esperti. A me personalmente sono piaciuti in particolare i disegni di Rolando Cicatelli e Andrea Manfredini, che ha anche progettato tutti i mezzi e le astronavi, e di Nikos Alteri che ha fatto le pagine di raccordo tra un episodio e l’altro.

ISE Salgari - vignetta di Andrea Manfredini

ISE Salgari – vignetta di Andrea Manfredini

Al di là del volume, gli episodi vengono anche pubblicati online sul sito di Cagliostro, ma su carta rendono meglio. I ragazzi hanno anche realizzato un modellino dell’astronave che è stato esposto in bella vista nello spazio Cagliostro a Lucca Comics & Games,  in Piazzetta dell’Arancia. Per l’anno prossimo, mi aspetto che ci abbiano lavorato di stucco e colore. Modellisti dateci dentro!

modellino

Facendo qualche chiacchera in Area pro con un paio di ragazzi di cui non ricordo il nome (una costante di questa mia Lucca), mi è stata fatta qualche osservazione sulla casa editrice che, nonostante una attività decennale, non gode sempre di ottima stampa. In pratica l’idea che avevano era che lo spazio in piazzetta dell’Arancia fosse una specie di succursale di Casa Pound. Tutto credo nasca dalla pubblicazione anni fa di una serie di fumetti ucronici chiamati “Albi d’Occidente” che ha dato via ad una escalation di scazzi incrociati.

iss2-05 In realtà Cagliosto è una gruppo di sinceri appassionati di fumetto delle idee politiche più disparate, c’è gente di destra ma anche di sinistra, comunque non estrema in entrambi i casi. Voglio essere sincero: la diplomazia non è stata finora il loro forte, sono state montate delle polemiche per ottenere visibilità che a volte hanno funzionato, altre volte hanno ottenuto l’effetto contrario e ci sono state delle litigate che si potevano evitare, a prescindere da dove stesse la ragione. Ed è un peccato perché Cagliostro va a coprire una mancanza fondamentale dei nostri tempi: quella della bottega.los profesionales by Carlos Gimenez

Negli anni d’oro, uno per imparare a fare fumetti andava a bottega. Cioè frequentava uno studio di fumettisti dove aiutava sgommando le tavole e facendo i neri (Marvel: ripensaci!)  mentre cominciava fare qualche fondo, poi i personaggi secondari e infine si ritrovava a disegnare i fumetti dello studio. Magari, in seguito, proseguiva la carriere per i fatti suoi. In alternativa c’erano le fanzines, tipo Collezionare o Made in Usa, dove si formava l’apparato critico e redazionale del decennio successivo ma che ha formato anche qualche autore del calibro di Moreno Burattini o Leo Ortolani. Oggi che non ci sono né botteghe né fanzines, dopo la scuola si va dagli editori e, se non si è già pronti, non c’è trippa per gatti.

ISE Salgari - vignetta di Luciano Costarelli

Certo, l’alternativa sono le autoproduzioni o i fumetti online, che sono un’ottima cosa, ma c’è un problema: nessuno giudica davvero il tuo lavoro. Federico Memola ha fatto un interessantissimo articolo su questa questione sul suo Blog, che tra l’altro vi invito a seguire se vi interessate di fumetti. Con Cagliostro, invece,  il giovane aspirante autore di fumetti si trova di fronte allo stesso tipo di struttura di una vera casa editrice, e prende le misure col mercato. Impara a non fare il fumettino come piace a lui e a raffrontarsi con altre figure professionali. Ecco perché nei volumoni di 200 pagine e passa si trovano sceneggiatori e disegnatori già ad un ottimo livello ed esordienti di belle speranze.lupoFondamentalmente Cagliostro si è dato come scopo quello di aiutare nuovi autori ad affacciarsi sul mercato. Perché lo fanno? Boh, per me sono pazzi. O, più semplicemente, sono davvero appassionati di fumetto.

E adesso veniamo alla grande leggenda: “Attento che se lavori per Cagliostro poi non lavori più per nessuno”.

Ecco giusto cinque nomi che hanno prima pubblicato qualcosa con Cagliostro:

Luca Maresca (John Doe – Orfani)

Marco Perugini (Morgan Lost)

Mario Del Pennino (Wolverine)

Andrea Cavaletto (Dylan Dog – Paranoid Boyd)

Rosario Raho (Le nuove avventure di Martin Mystére)

Nonostante le leggende urbane, nell’Area Pro quest’anno, ci sono state quasi 100 richieste di visione del portfolio. E vuoi che in mezzo a questi qui non ci siano due o tre bravi che hanno solo bisogno di crescere un po’ ?

los-profesionales-1

Quanto a me, che pure io devo crescere, ho il piacere di comunicarvi che a breve disegnerò ancora la Salgari… nonostante tutti i suoi maledetti sedili!

ISE Salgari - vignetta di Luciano Costarelli

Lucca 50

50

Ci ho messo un po’ per riprendermi, per passare da quella dimensione fiabesca di sospensione della realtà che si vive durante i giorni della fiera del fumetto di Lucca. Che per chi non lo sapesse è  la seconda al mondo dopo il Comiket di Tokyo e prima del Comicon di San Diego. Se poi si considera che il Comiket è una fiera che promuove il fumetto Amatoriale, non le case editrici mainstream, potremmo forse dire che è la prima al mondo. BOOOOM!Lucca Comics & Games 2016

50 anni, Walter White dopo quel fatidico compleanno ha stravolto la sua vita e quella di chi gli stava intorno, e anche di buona parte del New Mexico.

50 anni di Lucca possono essere per me una tappa importante, spero alla  fine con risvolti meno drammatici. Tutto è successo in due punti:  l’Area Pro e il Padiglione del Giglio.

area.pro.jpg

Come funziona l’Area Pro di Lucca? Tu lasci insieme a circa altri 60-70 sciagurati come te un fascicoletto con i tuoi disegni stampati, diretti agli editor delle case editrici di cui vuoi farti visionare il portfolio. Se interessa quello che fai ti chiamano per la visione del portfolio, e lì te la giochi.

professionales

L’anno scorso ho lasciato una decina di fascicolietti e non mi ha chiamato per il colloquio nessuno. Zero. È stata una bella botta, ma da lì ho capito che stavo sbagliando il mio approccio al fumetto.

Alieni Bugs Comics di Luciano Costarelli

Una mia vignetta da Alieni n.1

Quest’anno ho preparato un portfolio molto mirato, con solo lavori fatti negli ultimi 12 mesi. Ho puntato a cinque editor. Due non mi hanno voluto, ovvero Hazard, che evidentemente cercava uno stile diverso e la Marvel, ma solo perché sono in ritardo di 50 anni come stile. Fossimo a Lucca 1, nel 1966, mi avrebbero accolto a braccia aperte e adesso starei a sorbirmi i sigari puzzolenti del Re, mentre sgommo le tavole di Don Heck. Altri tre invece mi hanno visionato il portfolio e sono stati solo complimenti. So che me li avrebbe fatti anche il Re, anche se per altre cose.

Jack Kirby

“Sei veramente bravo a sgommare, ragazzo. Se continui così l’anno prossimo ti facciamo riempire i neri”

Cosa è cambiato? Ho identificato uno stile che mi apparteneva, che sentivo pienamente affine a me e mi sono impegnato a migliorare il più possibile, seguendo quella strada, senza cercare di imitare tanti autori diversi per adattarmi alle mode del momento.

Alieni disegno di Luciano Costarelli

Queste ultime tavole sono mie. È uno stile vecchio di 50 anni, ma con elementi moderni. È mio e di nessun altro. Ci puoi trovare tanti autori: Romita, Kirby, Wood, ma è una cosa che oggi non si vede tanto in giro. E anche se ho ancora parecchio da migliorare, mi viene bene perché lo sento completamente mio.

Stand Bugs Comics Lucca Comics & Games 2016

L’altro punto importante è stato il padiglione degli editori del Giglio. Nello specifico Bugs Comics. Alieni ha debuttato con successo! La variant con la copertina bianca è andata sold-out a metà del terzo giorno e c’era gente tutto il tempo a comprare Mostri e Alieni. Al di là del successo di vendite, è proprio un bell’albo.

Alien Bugs Comics

La splendida copertina di Andrea Olimpieri

Cartinato, stampato da Dio, con una percentuale di riduzione che enfatizza i disegni, e orgogliosamente posso  dire che lì dentro c’è la cosa migliore che abbia disegnato. Ma oltre a tutto questo, quello che nessuno poteva ignorare era lo spirito di gruppo che si respirava allo stand. Un po’ ero io l’alieno: altra città, altra età, eppure zero problemi a inserirmi.

Alieni - White Cover Luciano Costarelli Sarà che non ho problemi a fare i complimenti a chi è più bravo di me a prescindere da quanti anni abbia, sarà che sta storia della competitività tra disegnatori attecchisce quando invece di una squadra c’è una serie di individui, sarà che se questo nuovo gruppo editoriale lo amano tutti, ci sarà pure un motivo.

E.T.- Disegno per Alieni di Luciano Costarelli4 ore al giorno a fare disegni per i lettori, dopo un po’ ci ho preso la mano ma i primi che ho fatto facevano un po’ cagare, scusate lettori, ma disegno sull’albo è un po’ diverso di preparare a matita la tavola, sistemarla, riprenderla e inchiostrarla, qui è buona la prima o poco più. Comunque tutti ci mettevano l’anima a fare dei bei disegni per i lettori, non semplici schizzi tirati via in fretta.

The Thing - disegno per Alieni di Luciano CostarelliCosa succederà poi? Stamattina, dopo quasi una settimana di pausa, ho ricominciato ad alzarmi alle 5 per disegnare. Indipendentemente da come proseguirà la mia vita e quello che farò per vivere, penso che questa cosa non cambierà. Ah, un mio ex studente mi ha recuperato un camper.

Breaking bad camper

Orsi e Rane

The Fucking Frogman Luciano Costarelli

Che botta! Ho partecipato al Fucking Contest di Bookmaker Comics illustrando una bellissima sceneggiatura di Andrea Garagiola. Con ben 1253 voti sono arrivato al secondo posto ottenendo la pubblicazione su un albo pieno zeppo di avventure del simpatico ecoterrorista smeraldino: The Fucking Frogman!

The Fuckig Frogman Luciano CostarelliNon è che sia proprio contento di tutte le tavole; ma comunque, nel periodo in cui l’ho disegnato, ho dato il massimo. Molte cose le farei meglio oggi e non sono mai stato soddisfatto del tutto di come ho disegnato l’orsetto. La difficoltà era renderlo espressivo senza perdere troppo di vista il realismo. Mica mi chiamo Milazzo… Un orsetto poi mai l’avevo mai disegnato. fosse stato un drago sarebbe stata una passeggiata. Comunque in alcune vignette l’ho proprio centrato.

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Ad ogni modo, pur con qualche sbavatura, il fumetto funziona ed evidentemente è piaciuto. E questo è quello che mi importa davvero. Pure a me, certe storie disegnate di merda di Gosaku Ota piacciono tanto non le scambierei mai con quelle dei più fughi iper-realisti americani. Anche quando fa le dita a salsiccia e i piedi delle bimbe a zampa d’elefante. Se la storia regge e i disegni la supportano, chi se ne frega dei fottuti particolari? Rispetto al solito ambiente urbano ricalcato pieno di dettagli, racconta mille volte di più la faccia truce tutta sbagliata del Dottor Kabuto, fatta con 4 pennellate!

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Qualche ambiente figo comunque l’ho fatto e ho disegnato uno Yacht che è una bellezza. Pure delle scene splatter divertenti. Il mio punto di forza in questa storia però è evidentemente l’espressività, che in un fumetto senza nessun ballon era davvero importante. Il bello di questa storia dell’uomo rana è che chiunque può leggerla indipendentemente dalla sua lingua madre perché, oltre alle onomatopee, non c’è nessun testo! La striscia che amo di più è quella in cui the Fucking Frogman guarda l’orsetto con gli occhi di un padre orgoglioso. Curiosi? Leggetelo Qui

 

Mondi Paralleli

MondiDa fine ottobre 2015, ogni mese pubblico su DIME WEB una storia breve di fantascienza scritta da Francesco Manetti, prezioso amico con cui, appena diciottenne mossi i primi passi nel mondo del fumetto illustrando per la prima volta una sceneggiatura, la sua. Tutte queste storie brevi saranno raccolte in un albo, in aggiunta ad una storia più lunga che non sarà mai pubblicata su web. L’albo, che si chiamerà MONDI PARALLELI. Perché comprarlo? Intanto perché su web la definizione adottata non permette di vedere molti dettagli delle tavole che ho fatto, quindi anche solo per rispetto alle mie diottrie perdute, fateci un pensierino. L’altro motivo è che la storia finale non sarà semplice aggiunta ma… (spoiler).  L’ultimo aspetto è che cercheremo di contenere al massimo il prezzo, ammortizzando la stampa con una campagna di Crowdfunding (parola difficilissima traducibile con “facciamo una colletta su web , e in cambio vi diamo oltre all’albo anche qualche cosa bella che gli altri vi invidieranno“) che partirà dopo Lucca Comics and Games.

Qui, per vostra comodità, trovate i link a tutte le nostre storie su DIME WEB in ordine cronologico. L’ultima storia è in lavorazione è stata pubblicata a fine ottobre.

Buon divertimento!

  1. LA SENTENZA
  2. ALBERT
  3. EFFETTO COLLATERALE
  4. ALI
  5. IL TESORO
  6. IL LUNGO ISTANTE
  7. IL GRANDE SCHERZO
  8. PROFONDO NERO
  9. A EST DELL’EDEN
  10. L’ULTIMO  GIORNO

Una  nota importante sul nome: abbiamo ragionato a lungo su come chiamarla. Mondi paralleli descriveva perfettamente la raccolta, però io avevo qualche remora visto che è il nome della Fumetteria di Prato di cui Francesco è stato co-fondatore. Io in quel periodo della sua vita non c’entro niente e non mi sembrava giusto appropriarmene. Però i nostri fumetti si fanno in due, spiegandolo qui, vorrei che lo consideraste un giusto tributo alle belle storie di Francesco. Per l’illustrazione qui sopra, invece ho preso dei soldi da Robe di Kappa per la pubblicità occulta.