SF Comics

Ecco la prima tavola dell’ultima storia della serie “Mondi Paralleli”. Questa storia, di 8 pagine, non sarà pubblicata online come le altre 10 su DIME WEB, ma sarà uno dei bonus speciali dell’albo che le raccoglierà tutte. Testi, as usual, del re delle short stories: Francesco Manetti.

SF comics by Luciano Costarelli

Mondi Paralleli 

2016: Tiriamo le somme.

Dal punto di vista del fumetto, pensando al 2016 c’è stato un deciso progresso. Al di là di quello che è stato seminato, della rete di contatti che si è creata e di quello che si sta evolvendo da incontri alle fiere del fumetto e fuori, voglio analizzare semplicemente quando ho prodotto ed è stato pubblicato o in corso di pubblicazione su web e su carta (la maggior parte). Cominciamo  Mondi Paralleli, la serie di storie brevi di fantascienza scritte da Francesco Manetti per Dime Web che mi ha fatto produrre 32 pagine in costante evoluzione e attualmente sto disegnando la storia conclusiva per la versione cartacea.

Fumetto di Luciano Costarelli

Ho pubblicato un episodio di 14 pagine a colori di The Fucking Frog Man per la  Bookmaker Comics, una bella storia di Andrea Garagiola dal finale col botto!

The Fucking Frogman disegno di Luciano Costarelli

Altre 12 pagine di Fantascienza per ISE.Salgari di Cagliostro Epress, su testi di Stefano Bonazzi.

Fumetto di Luciano Costarelli

Per chiudere con il bellissimo cartonato Alieni di Bugs Comics che contiente una storia di 8 pagine scritta da Andrea Guglielmino.

Luciano Costarelli Bugs Comics

Visto che Mondi Paralleli era iniziata con la fine del 2015, ma considerando le tavole finite delle storie in corso posso dire di aver prodotto nel corso del 2016  60 pagine su sceneggiatura, lavorando fondamentalmente 2-3 ore al giorno e spesso nel weekend.

Nuovi progetti sempre fantascientifici per l’anno appena iniziato: ecco la mia tavola di prova per una nuova serie di cui non posso, per ora, dire di più. Qui alcuni inchiostri sono più leggeri perché sarà una serie a colori, resi da un colorista.

Fumetto di Luciano Costarelli

Sto anche  intraprendendo nuove strade per variare un po’. La fantascienza resta sempre la mia prima passione, ma quest’anno ricomincio a fare un po’ di Horror. Esattamente, si tratta di una storia breve di Filippo Pieri in corso di realizzazione. Questa che ho finito ieri è l’ultima tavola del 2016. Enjoy!

Fumetto di Luciano Costarelli

 

 

 

 

 

Gli spot delle Lamincards di DragonBall

Ora che ho ripreso la retta via della china e dell’inchiostro, delle volte mi chiedo perché son rimasto tanti anni senza disegnare fumetti. Poi me lo ricordo: il motivo è che facevo un lavoro che mi piaceva e per cui ero pagato bene. Anche se, come spesso accade in questi casi, il lavoro mi assorbiva totalmente rischiando di compromettere la famiglia e distruggendo diversi rapporti di amicizia. Ma credo sia un passaggio comune nella vita della gente che si sbatte un po’. Buona parte di questo lavoro era incentrato su una delle serie di anime più amati di sempre: DragonBall

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Così per ricordare gli antichi fasti insieme a voi, e per riprendermi dal trauma di una puntata che ho visto di DragonBall Super non particolarmente ben animata, ecco una rassegna di spot storici, di cui mi occupavo, insieme alle collezioni di Card. E che emozione quando conobbi Paolo Torrisi, il doppiatore di Goku che ci fece un passaggio per un nostro spot facendo parlare Goku! Ho caricato qui gli spot che avevo delle Lamincards di DragonBall che curai per Edibas. Mi mancano la prima serie di DragonBall Z e le due serie di Energia Segreta. Se avete o avete il link di quelle che mi mancano, per favore fatemele avere che aggiornerò l’articolo.

Questa è la prima, della primissima serie di Dragon Ball appena 5 secondi. La serie fu presentata a Milano alla fiera Fumettopoli. Ora dovrebbe esserci cronologicamente DragonBall Z prima serie, ma appunto mi manca come mi manca la prima serie oro. Ecco la seconda:

Come già fatto per la prima serie, che venne chiamata a posteriori Serie Silver o Serie Argento, dopo la primissima distribuzione inserimmo le Speciali. Dopo questa invece le card erano così famose da non aver bisogno di questi power-up. Questo spot annunciava l’arrivo delle gold nell’amatissima Serie ORO.

Cosa c’è dopo l’oro? Ecco la serie Platino!

Alla Toei cominciavano a coccolarci: nuove illustrazioni in anteprima. Ma non bastava, così oltre alle “Platino” che consistevano nell’utilizzo di una lamina olografata con una texture, invece della semplice metallizzata, introducemmo nuovi colori. In quel periodo giocavo molto a Pokémon, così scelsi i colori rosso e blu e chiamai le nuove speciali superpotenziate “Rubino” e “Zaffiro“. Curiosamente il gioco Pokémon Platino non era ancora uscito. Una divertente coincidenza.

Nel frattempo ecco Dragon Ball GT, in parallelo con la programmazione televisiva.

Ormai il gioco delle citazioni era partito per cui, dopo le superpotenziate Zaffiro e Rubino, come potevo non mettere le Smeraldo? Dalle sfere Poké alle sfere del drago il passo è stato breve. In questo spot preparai anche delle immagini da Style guide e mi divertii a preparare con gli amici della UVC di Milano qualche effettuino diverso dal solito. So che possono sembrarvi un po’ ripetitivi, ma in 5 o 10 secondi dovevamo dare tutte le informazioni necessarie e lasciare una impressione positiva. L’idea di usare spot da 10 secondi comunque funzionava bene perché così potevamo avere il triplo dei passaggi.

La ditta Leonardus ci presentò una nuova lavorazione olografica che permetteva di avere una superficie liscia che rifletteva i colori come in un prisma. un po’ come i CD. Trovai un annetto dopo un edificio sul molo di Yokohama completamente rivestito di quel materiale, l’effetto era incredibile e non si può rendere via foto, comunque anche sulle card non sfigurava certo. Il nome della lavorazione era X-Metal. Ecco il perché del nome della serie X-Metal.

In questa serie si trovano le prime illustrazioni realizzate sui miei rough realizzati nella famosa notte dei 100 bozzetti di DragonBall, di cui ho già parlato qui. Con la Toei eravamo ormai culo e camicia. Ci organizzarono un piacevole incontro con il CEO e famiglia della Daewon Media, in modo da vedere se potevamo espanderci in Corea, in cambio di una partnership con loro, ma purtroppo non se ne fece niente. Di tante occasioni perse me ne accorsi solo anni dopo. Però mangiai veramente bene e potei usare per diverse serate negli anni a venire l’aneddoto del CEO coreano che calzava stivali da cowboy e ostentava una fibbia con la testa di un lupo.

Una delle cose che un po’ mi pento di aver fatto è stata “Attacco Finale”, che è un po’ come quando gli anime ti sparano le puntate spiegone-riassunto con il riciclo di vecchie puntate. Se lo facevano loro perché noi no?

Attacco Finale era un “The best of” con tutte le immagini che erano mai state prodotte, cosa che fece affilare i coltelli ai genitori, sempre più salassati dalle nostre cards. In quel periodo mi ero licenziato dal Corriere della sera per lavorare a tempo pieno con Edibas. L’anno prima, durante le vacanze al mare, quando alla fatidica domanda “che lavoro fa” dei genitori vicini di ombrellone raccontavo del mio impiego in via Solferino ricevevo sguardi di rispetto e ammirazione. L’anno dopo dicendo che facevo le Lamincards ottenevo le peggiori occhiate gelide della mia vita, tutti mi tolsero il saluto e qualcuno sputò anche per terra. Anche in questo titolo era nascosto un riferimento alla cultura dei video games: Finale veniva da Final Fantasy ed era una falsa promessa. I genitori pensavano che con questa sarebbe finita, invece la cosa andò avanti! Due serie di Energia Segreta e le Super 3D. Ed ecco la mia ultima serie, interamente realizzata a Settimo Torinese, proprio di fronte alla fabbrica della Lavazza, dove Edibas aveva la sede e dove mi recavo, con un certo sacrificio, ogni mattina dalla mia Milano.

3D Lenticolari, che erano la vera novità di questa serie erano venuti davvero bene, ma ci terrei a dire, per chi non la conoscesse, che Energia segreta (se avete i video degli spot, per favore giratemeli) aveva una vernice invisibile che si illuminava con la luce di una particolare frequenza, proiettata da un piccolo led su un portachiavi che la faceva risplendere. Sfruttammo al massimo questo effetto nella successiva serie per “Blue Dragon”, purtroppo la nuova creatura di Toriyama non ebbe molta fortuna con il suo pubblico e lo stesso la nostra collezione di card. Questo per dire che oltre a lavorare continuamente sulla collezione e sul gioco, le Lamincards cercavano sempre di offrire sempre qualcosa di nuovo ai loro fan, persino con Ben 10, l’utilizzo della Realtà Aumentata già 10 anni fa! Essere stato insieme ai miei colleghi all’avanguardia nel settore delle carte collezionabili e averlo fatto in Italia, è una cosa che mi permetterà di tirarmela per il resto della mia vita, e voi sapete cosa significhi tirarsela per un milanese!

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Calcio alla giapponese

Ho realizzato la mia ultima collezione di Lamincards alla fine del 2011, uscita poi l’anno successivo, al di là dei fumetti che ho ripreso l’anno scorso, da allora mi sono occupato di Loyalty programs, spesso con collezionabili  (cards, stickers, piccoli 3D) Back to School per la Francia, Belgio e Romania su licenze Dreamworks, Peyo (i Puffi), Nickelodeon, Ubisoft.

Collector Madagascar 3 con Stickers-card e Chips - Luciano Costarelli

Collector Madagascar 3 con Stickers-card e Chips per la Francia, curata da me.

Nel frattempo Edibas, la società che ha allietato i pomeriggi di tanti bambini e svuotato i portafogli di tanti genitori negli anni 2000 è fallita. Cose che capitano. C’è stato un periodo in cui erano diventate tanto popolari da finire sulla nonciclopedia. In quel periodo non potevi passare per una via nei pressi di una scuola senza trovare per terra delle bustine vuote di Lamincards. Le bustine, tra l’altro avevano anche un loro valore, perché spedendone 10 partecipavano all’estrazione di ricchi premi. Promosfera, una agenzia che avevamo ingaggiato per i nostri concorsi mettendo in palio Playstation, Wii, Nintendo DS e altre cose belle di questo genere, dovette affittare uno spazio per  perché ogni giorno riceveva un sacco enorme dalle Poste, tipo i Beatles quando portavano i capelli a caschetto e la cravatta stretta.

Lamincards Luciano Costarelli

Fan in delirio durante l’uscita della nuova serie di Lamincards di Dragon Ball Z

Bòn, passato quel periodo (delle Lamincards, non dei Beatles),  tra i vari cartoni che giravano in TV assorbendo ore ai miei figli e mezz’or a me, ce n’è stato uno in particolare che mi ha sempre strappato un sorriso: Inazuma Eleven.

Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Prototipo Multi-cardz di Inazuma Eleven, poi eliminata dalla produzione

Nato da una serie di videogiochi per piattaforma Nintendo e con il manga pubblicato sulla rivista giapponese Coro Coro (che ha ospitato Pokémon, Beyblade, e ogni successo toy-oriented dagli anni 90 ad oggi) si caratterizza per un livello medio-alto di animazione e una percentuale di idee stravaganti pure superiore a serie con consupercattivi che vogliono conquistare il mondo con delle trottole di plastica o con delle carte (non di credito).

Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Altra card poi non prodotta: Quella cattivona di Beta, uno dei miei personaggi preferiti (l’immagine non le rende giustizia, se non per il tiro assurdo).

Potremmo dire che si tratta di un cartone sul calcio, ma questo sport è solo il punto di partenza di una delle più grandi giapponesate degli ultimi anni. Inazuma Eleven è talmente eccessivo da far sembrare una finale di Holly e Benji, una “scapoli contro ammogliati” della Sipral srl di Bagnolo Cremasco e la Catapulta Infernale dei gemelli Derrick un banale esercizio di riscaldamento.

holly-e-benjy1Con Holly e Benji, scatta subito l’effetto nostalgia, eh? Però quasi tutti si dimenticano del precursore: “Arrivano i Superboys” (Doveva essere Soccerboys, ma poi han fatto casino come al solito) con quella simpaticissima sigla con gli stacchetti in cokney.

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Forse perché i giocatori invece di bimbetti carini (con qualche eccezione)  erano dei brutti adolescenti con sopracciglia pelose, tra cui uno, tale Yamagata, con una mascella  che dava dei punti a Boss di Mazinga Z. Non parliamo dei colori cupi e desaturati che trasmettevano tristezza in ogni pennellata. Poi non è che ci fossero grandi effetti, qualche palla che si piantava per aria prima di entrare in porta, due che colpiscono insieme la palla senza manco un fulmine o una fiammata…anche se hanno avuto loro l’idea di farli giocare con una palla sgonfia che si deforma. Comunque quel tamarro di Shingo Tamai si limitava al massimo a “tirare alla sottomarina” dando alla palla giusto un po’ di effetto, qui in Inazuma Eleven, due generazioni di calcio giapponese dopo, ci sono tiri come il “Pinguino imperatore n.7” in cui la palla viene accompagnata in porta da 7 pinguini di diversi colori, evocati dal nulla, che lasciano scie energetiche multicolor!

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Il che potrebbe essere una roba sconvolgente se i portieri non evocassero manone giganti, dita che escono dal terreno o muraglie cinesi. Benji, vatti a nascondere tu e il tuo berretto W Genzo!

Inazuma Eleven Luciano CostarelliPrima di Inazuma quando un giocatore molto forte e molto figo come Mark Lenders faceva un tiro alla Totti, dietro di lui metaforiche fiamme ardevano scintillanti (e un po’ Totti se la menava di non riuscire a farle pure lui col “cucchiaio”).

Lenticolare Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Quel figo di Victor Blade, questa card è stata approvata e trasformata in 3D lenticolare.

Qui si va molto oltre: lo spirito guerriero si manifesta fisicamente, visto che è una entità spirituale, e come se non bastasse più in là nella serie, al giocatore gli presta pure l’armatura. Che se, quando giochi contro la Novatese nel campetto di Bollate, ti metti a addosso una armatura da 40 chili, dopo 15 minuti non hai più fiato e realizzi che pure Filini nel secondo tragico Fantozzi, corre più veloce di te. In Inazuma invece diventi fighissimo e acquisti nuovi superpoteri, tipo i Cavalieri dello Zodiaco

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli

Arion Sherwind in versione Armored Fighting Spirit

E se questo vi sembra allucinante, pensate che, grazie ad un orsetto androide che spara con due pistole (forse  caricate a LSD), i giocatori fanno una fusione con personaggi famosi del passato tipo Giovanna d’arco. Il fatto che questo processo si chiami Mix-Max Trans, e che sia un giocatore di nome Gabriel Garcia a fare la fusion con Giovanna d’Arco è stata origine di infinite discussioni sulle fan pages di Inazuma e di appassionate di Yaoi.

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli

Gabriel Garcia fuso con Giovanna D’Arco

Io non mi stupisco più di niente se non del fatto che la Pulzella d’Orléans in questo cartone porti gli occhiali. Nonostante questa vena di follia, che più che una vena è proprio un’arteria femorale, in Inazuma vengono inaspettatamente trattati in modo interessante alcuni temi come la corruzione nel mondo del calcio e le partite truccate. In comune con lo sport più amato dagli italiani, oltre a queste due cose, in Inazuma rimane la porta, la palla (più o meno) e il fatto che bisogna segnare. Tutto il resto è fantasia senza freni.

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli Goldie Lemmon

Goldie Lemmon, bimba pestifera che gioca in armatura in una squadra maschile ed è protagonista di un paradosso temporale tipo Trunks del futuro – Saga degli androidi.

Pure io in passato ho disegnato fumetti di calcio, prima per Edizioni Eden (inchiostri, in realtà) poi per Forte Editore. E pure io ho disegnato cose per cui il dio del Calcio non mi farebbe entrare in Paradiso.

Fumetto calcio di Luciano Costarelli

Inter Squadra mia, una delle mie deliranti storie del 1993.

Avevo da contratto un numero minimo di pagine da dedicare ai giocatori del Milan o dell’Inter a seconda della testata, a cui inserivo storie con protagonisti dei ragazzi, tipo “la banda dei 5″. In teoria i personaggi dovevano cambiare ogni volta, ma settimana dopo settimana, iniziavano ad incontrarsi e incrociarsi le loro vicende. Trovavo sempre nuovi stratagemmi per raccontare di tutto. Un ragazzo che vuole scrivere storie di fantascienza, mi permise di disegnare San Siro in una Milano semi-sommersa nel futuro (che poi sarebbe tra 7 anni). Mi sarebbe piaciuto proseguire per sempre a raccontare le vicende di questi ragazzi, ma credo che l’editore abbia sopportato fin troppo le mie bizzarrie. Certo che avere due settimanali da 24 pagine consegnati sempre in perfetto orario, era comunque un buon contraltare per delle storie poco ortodosse.

Fumetto di Luciano Costarelli

Storia del ’93 in cui introducevo forzatamente dei nuovi personaggi, ripescati da una mia precedente pubblicazione sullo Skateboarding.

Se per l’Inter erano storie autoconclusive in cui ogni tanto ritornavano dei personaggi sul Milan andavo oltre. Coadiuvato dalle splendide matite di mia moglie e dai danni che potevano fare le nostre menti quando lavoravano insieme, avevamo trasformato il fumetto Milan Squadra Mia, in una commedy con protagonisti i personaggi di Beverly Hills 90210. Italianizzati nei nomi, ma sempre loro erano. Nel 1993 era tanta roba!

Milan Squadra Mia Anya Pascale

Milan Squadra Mia, fumetti disegnati in coppia con Anya Pascale

Adesso che il dio del Calcio si era dimenticato di me, ho deciso di irritarlo nuovamente. Esc srl mi ha contattato per realizzare le Multi-cardz di Inazuma Eleven ho accettato con entusiasmo e ho fatto una collezione di cards come non se ne vedevano da tempo.

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Altro che quelle cazzate uscite negli ultimi tempi, minestrine riscaldate dei tempi che furono, effetti speciali messi senza sapere perché. Ci ho messo la stessa grinta ed Energia di Dragon Ball Z serie oro! Fulmini! Lampi di luce! Sfondi ad acrilico! Grafica cazzuta ed armonia dei colori.

Multi-cardz Luciano CostarelliIn ogni bustina trovate 3 card e mezzo campo di gioco. Gioco inventato da me, facile e veloce, collezione semplice da finire visto che la prima serie sono solo 60 card. In ogni bustina trovate 3 card, che possono essere trasparenti, KristallStick (quelle di Ferrero Animal Action) e lenticolari 3D. Poi una scheda con le info sul giocatore, ma quella è di contorno.

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Se pensate che tutto sto pezzo su Inazuma sia una enorme paraculata per promuovere le cards che ho fatto… Beh avete ragione! Però, ammettetelo: oltre alla sfacciata promozione,  vi ho regalato come sempre qualche spaccato simpatico della mia bizzarra vita editoriale condita da un pizzico di nostalgia nerd. Poi, se questa prima collezione Inazuma Eleven Go avrà successo, pian piano questa nuova realtà editoriale crescerà e riporterà in edicola di nuovo delle belle card made in Italy… Dei tuoi eroi preferiti!

Bottega Cagliostro

Seconda puntata su Lucca. A differenza dell’Area Pro e dello stand Bugs Comics, quest’anno lo spazio Cagliostro a Lucca, per me non ha rappresentato una tappa fondamentale.

ISS Salgari di Luciano CostarelliMa solo perché lo è già stata l’anno scorso. Infatti, dopo tanti anni in cui avevo smesso di disegnare fumetti, alla fine del 2015 decisi di partecipare ad un loro bando, per disegnare Giganti d’Acciaio, una antologica di storie robotiche che ripercorre la storia dell’umanità con immaginarie interferenze di robot giganti di svariati generi. A me hanno dato una bella storia di Andrea Garagiola intitolata “L’alba dei giganti”, ambientato nel periodo compreso tra l’attacco Giapponese a Pearl Harbor e il lancio dell’atomica su Hiroshima.

Giganti d'Acciaio di Luciano CostarelliIn quel progetto, per la prima volta in vita mia, mi sono trovato a dover rendere conto ad un editor. Prima gli storyboard, poi le matite, infine le chine. In ogni passaggio indicazioni su cosa andava e cosa no e quello che non funzionava andava rifatto.

los profesionales di Carlos Gimenez

Los Profesionales di Carlos Gimenez

Quelle pagine hanno rappresentato per me un certo calvario, non per le correzioni, ma perché la mia mano era completamente andata e anche le cose più banali mi riuscivano di una difficoltà immensa. Per peggiorare la situazione ho provato a riprendere qualche stile giapponese realistico come Urusawa, con risultati un po’ deludenti. Nonostante tutto, qualcosa di decente sono riuscito a farlo, è pure piaciuto a un po’ di gente.

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Probabilmente è piaciuta per qualche vignetta ben riuscita, per ambienti e mezzi che hanno retto e perché la storia era molto buona. Con Andrea Garagiola poi abbiamo lavorato insieme su The Fucking Frog Man, vincendo il contest online di Bookmaker comics. Una storia molto tenera con come protagonista un dolce orsetto albino.

The Fucking Frog Man Luciano CostarelliQuest’anno per Cagliostro ho disegnato un episodio, scritto da Stefano Bonazzi, dell’Incrociatore Stellare E. Salgari, una space opera che strizza l’occhio alla corazzata spaziale Yamato, ma che ha diversi punti di originalità. Anche se c’è ancora qualche imperfezione su cui avrei dovuto lavorare, ho potuto constatare il rilevante progresso fatto in un anno.

O'Neill Space Station by Luciano Costarelli

E anche per la Cagliostro è stato un bel passaggio mettere in piedi questa produzione, che non è una serie di episodi brevi ma una unica storia divisa in episodi. Gestire un totale di 25 persone tra sceneggiatori, disegnatori, editor, producendo 220 pagine in più o meno 8 mesi non è uno scherzo. Di cose così fanno anche due o tre all’anno ma per come la vedo io questo progetto era molto più complicato, sia per tenere una storia coerente, sia perché essendo ambientato nel futuro c’era tutto un universo da inventare.

ISE Salgari- disegni di Rolando Cicatelli

ISE Salgari- disegni di Rolando Cicatelli

Lo stile del disegno varia da episodio a episodio, alternando disegnatori poco più che esordienti con altri ben più esperti. A me personalmente sono piaciuti in particolare i disegni di Rolando Cicatelli e Andrea Manfredini, che ha anche progettato tutti i mezzi e le astronavi, e di Nikos Alteri che ha fatto le pagine di raccordo tra un episodio e l’altro.

ISE Salgari - vignetta di Andrea Manfredini

ISE Salgari – vignetta di Andrea Manfredini

Al di là del volume, gli episodi vengono anche pubblicati online sul sito di Cagliostro, ma su carta rendono meglio. I ragazzi hanno anche realizzato un modellino dell’astronave che è stato esposto in bella vista nello spazio Cagliostro a Lucca Comics & Games,  in Piazzetta dell’Arancia. Per l’anno prossimo, mi aspetto che ci abbiano lavorato di stucco e colore. Modellisti dateci dentro!

modellino

Facendo qualche chiacchera in Area pro con un paio di ragazzi di cui non ricordo il nome (una costante di questa mia Lucca), mi è stata fatta qualche osservazione sulla casa editrice che, nonostante una attività decennale, non gode sempre di ottima stampa. In pratica l’idea che avevano era che lo spazio in piazzetta dell’Arancia fosse una specie di succursale di Casa Pound. Tutto credo nasca dalla pubblicazione anni fa di una serie di fumetti ucronici chiamati “Albi d’Occidente” che ha dato via ad una escalation di scazzi incrociati.

iss2-05 In realtà Cagliosto è una gruppo di sinceri appassionati di fumetto delle idee politiche più disparate, c’è gente di destra ma anche di sinistra, comunque non estrema in entrambi i casi. Voglio essere sincero: la diplomazia non è stata finora il loro forte, sono state montate delle polemiche per ottenere visibilità che a volte hanno funzionato, altre volte hanno ottenuto l’effetto contrario e ci sono state delle litigate che si potevano evitare, a prescindere da dove stesse la ragione. Ed è un peccato perché Cagliostro va a coprire una mancanza fondamentale dei nostri tempi: quella della bottega.los profesionales by Carlos Gimenez

Negli anni d’oro, uno per imparare a fare fumetti andava a bottega. Cioè frequentava uno studio di fumettisti dove aiutava sgommando le tavole e facendo i neri (Marvel: ripensaci!)  mentre cominciava fare qualche fondo, poi i personaggi secondari e infine si ritrovava a disegnare i fumetti dello studio. Magari, in seguito, proseguiva la carriere per i fatti suoi. In alternativa c’erano le fanzines, tipo Collezionare o Made in Usa, dove si formava l’apparato critico e redazionale del decennio successivo ma che ha formato anche qualche autore del calibro di Moreno Burattini o Leo Ortolani. Oggi che non ci sono né botteghe né fanzines, dopo la scuola si va dagli editori e, se non si è già pronti, non c’è trippa per gatti.

ISE Salgari - vignetta di Luciano Costarelli

Certo, l’alternativa sono le autoproduzioni o i fumetti online, che sono un’ottima cosa, ma c’è un problema: nessuno giudica davvero il tuo lavoro. Federico Memola ha fatto un interessantissimo articolo su questa questione sul suo Blog, che tra l’altro vi invito a seguire se vi interessate di fumetti. Con Cagliostro, invece,  il giovane aspirante autore di fumetti si trova di fronte allo stesso tipo di struttura di una vera casa editrice, e prende le misure col mercato. Impara a non fare il fumettino come piace a lui e a raffrontarsi con altre figure professionali. Ecco perché nei volumoni di 200 pagine e passa si trovano sceneggiatori e disegnatori già ad un ottimo livello ed esordienti di belle speranze.lupoFondamentalmente Cagliostro si è dato come scopo quello di aiutare nuovi autori ad affacciarsi sul mercato. Perché lo fanno? Boh, per me sono pazzi. O, più semplicemente, sono davvero appassionati di fumetto.

E adesso veniamo alla grande leggenda: “Attento che se lavori per Cagliostro poi non lavori più per nessuno”.

Ecco giusto cinque nomi che hanno prima pubblicato qualcosa con Cagliostro:

Luca Maresca (John Doe – Orfani)

Marco Perugini (Morgan Lost)

Mario Del Pennino (Wolverine)

Andrea Cavaletto (Dylan Dog – Paranoid Boyd)

Rosario Raho (Le nuove avventure di Martin Mystére)

Nonostante le leggende urbane, nell’Area Pro quest’anno, ci sono state quasi 100 richieste di visione del portfolio. E vuoi che in mezzo a questi qui non ci siano due o tre bravi che hanno solo bisogno di crescere un po’ ?

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Quanto a me, che pure io devo crescere, ho il piacere di comunicarvi che a breve disegnerò ancora la Salgari… nonostante tutti i suoi maledetti sedili!

ISE Salgari - vignetta di Luciano Costarelli

Lucca 50

50

Ci ho messo un po’ per riprendermi, per passare da quella dimensione fiabesca di sospensione della realtà che si vive durante i giorni della fiera del fumetto di Lucca. Che per chi non lo sapesse è  la seconda al mondo dopo il Comiket di Tokyo e prima del Comicon di San Diego. Se poi si considera che il Comiket è una fiera che promuove il fumetto Amatoriale, non le case editrici mainstream, potremmo forse dire che è la prima al mondo. BOOOOM!Lucca Comics & Games 2016

50 anni, Walter White dopo quel fatidico compleanno ha stravolto la sua vita e quella di chi gli stava intorno, e anche di buona parte del New Mexico.

50 anni di Lucca possono essere per me una tappa importante, spero alla  fine con risvolti meno drammatici. Tutto è successo in due punti:  l’Area Pro e il Padiglione del Giglio.

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Come funziona l’Area Pro di Lucca? Tu lasci insieme a circa altri 60-70 sciagurati come te un fascicoletto con i tuoi disegni stampati, diretti agli editor delle case editrici di cui vuoi farti visionare il portfolio. Se interessa quello che fai ti chiamano per la visione del portfolio, e lì te la giochi.

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L’anno scorso ho lasciato una decina di fascicolietti e non mi ha chiamato per il colloquio nessuno. Zero. È stata una bella botta, ma da lì ho capito che stavo sbagliando il mio approccio al fumetto.

Alieni Bugs Comics di Luciano Costarelli

Una mia vignetta da Alieni n.1

Quest’anno ho preparato un portfolio molto mirato, con solo lavori fatti negli ultimi 12 mesi. Ho puntato a cinque editor. Due non mi hanno voluto, ovvero Hazard, che evidentemente cercava uno stile diverso e la Marvel, ma solo perché sono in ritardo di 50 anni come stile. Fossimo a Lucca 1, nel 1966, mi avrebbero accolto a braccia aperte e adesso starei a sorbirmi i sigari puzzolenti del Re, mentre sgommo le tavole di Don Heck. Altri tre invece mi hanno visionato il portfolio e sono stati solo complimenti. So che me li avrebbe fatti anche il Re, anche se per altre cose.

Jack Kirby

“Sei veramente bravo a sgommare, ragazzo. Se continui così l’anno prossimo ti facciamo riempire i neri”

Cosa è cambiato? Ho identificato uno stile che mi apparteneva, che sentivo pienamente affine a me e mi sono impegnato a migliorare il più possibile, seguendo quella strada, senza cercare di imitare tanti autori diversi per adattarmi alle mode del momento.

Alieni disegno di Luciano Costarelli

Queste ultime tavole sono mie. È uno stile vecchio di 50 anni, ma con elementi moderni. È mio e di nessun altro. Ci puoi trovare tanti autori: Romita, Kirby, Wood, ma è una cosa che oggi non si vede tanto in giro. E anche se ho ancora parecchio da migliorare, mi viene bene perché lo sento completamente mio.

Stand Bugs Comics Lucca Comics & Games 2016

L’altro punto importante è stato il padiglione degli editori del Giglio. Nello specifico Bugs Comics. Alieni ha debuttato con successo! La variant con la copertina bianca è andata sold-out a metà del terzo giorno e c’era gente tutto il tempo a comprare Mostri e Alieni. Al di là del successo di vendite, è proprio un bell’albo.

Alien Bugs Comics

La splendida copertina di Andrea Olimpieri

Cartinato, stampato da Dio, con una percentuale di riduzione che enfatizza i disegni, e orgogliosamente posso  dire che lì dentro c’è la cosa migliore che abbia disegnato. Ma oltre a tutto questo, quello che nessuno poteva ignorare era lo spirito di gruppo che si respirava allo stand. Un po’ ero io l’alieno: altra città, altra età, eppure zero problemi a inserirmi.

Alieni - White Cover Luciano Costarelli Sarà che non ho problemi a fare i complimenti a chi è più bravo di me a prescindere da quanti anni abbia, sarà che sta storia della competitività tra disegnatori attecchisce quando invece di una squadra c’è una serie di individui, sarà che se questo nuovo gruppo editoriale lo amano tutti, ci sarà pure un motivo.

E.T.- Disegno per Alieni di Luciano Costarelli4 ore al giorno a fare disegni per i lettori, dopo un po’ ci ho preso la mano ma i primi che ho fatto facevano un po’ cagare, scusate lettori, ma disegno sull’albo è un po’ diverso di preparare a matita la tavola, sistemarla, riprenderla e inchiostrarla, qui è buona la prima o poco più. Comunque tutti ci mettevano l’anima a fare dei bei disegni per i lettori, non semplici schizzi tirati via in fretta.

The Thing - disegno per Alieni di Luciano CostarelliCosa succederà poi? Stamattina, dopo quasi una settimana di pausa, ho ricominciato ad alzarmi alle 5 per disegnare. Indipendentemente da come proseguirà la mia vita e quello che farò per vivere, penso che questa cosa non cambierà. Ah, un mio ex studente mi ha recuperato un camper.

Breaking bad camper

Orsi e Rane

The Fucking Frogman Luciano Costarelli

Che botta! Ho partecipato al Fucking Contest di Bookmaker Comics illustrando una bellissima sceneggiatura di Andrea Garagiola. Con ben 1253 voti sono arrivato al secondo posto ottenendo la pubblicazione su un albo pieno zeppo di avventure del simpatico ecoterrorista smeraldino: The Fucking Frogman!

The Fuckig Frogman Luciano CostarelliNon è che sia proprio contento di tutte le tavole; ma comunque, nel periodo in cui l’ho disegnato, ho dato il massimo. Molte cose le farei meglio oggi e non sono mai stato soddisfatto del tutto di come ho disegnato l’orsetto. La difficoltà era renderlo espressivo senza perdere troppo di vista il realismo. Mica mi chiamo Milazzo… Un orsetto poi mai l’avevo mai disegnato. fosse stato un drago sarebbe stata una passeggiata. Comunque in alcune vignette l’ho proprio centrato.

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Ad ogni modo, pur con qualche sbavatura, il fumetto funziona ed evidentemente è piaciuto. E questo è quello che mi importa davvero. Pure a me, certe storie disegnate di merda di Gosaku Ota piacciono tanto non le scambierei mai con quelle dei più fughi iper-realisti americani. Anche quando fa le dita a salsiccia e i piedi delle bimbe a zampa d’elefante. Se la storia regge e i disegni la supportano, chi se ne frega dei fottuti particolari? Rispetto al solito ambiente urbano ricalcato pieno di dettagli, racconta mille volte di più la faccia truce tutta sbagliata del Dottor Kabuto, fatta con 4 pennellate!

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Qualche ambiente figo comunque l’ho fatto e ho disegnato uno Yacht che è una bellezza. Pure delle scene splatter divertenti. Il mio punto di forza in questa storia però è evidentemente l’espressività, che in un fumetto senza nessun ballon era davvero importante. Il bello di questa storia dell’uomo rana è che chiunque può leggerla indipendentemente dalla sua lingua madre perché, oltre alle onomatopee, non c’è nessun testo! La striscia che amo di più è quella in cui the Fucking Frogman guarda l’orsetto con gli occhi di un padre orgoglioso. Curiosi? Leggetelo Qui

 

Alieni

Ho sempre trovato sconvenienti e un po’ tristi nei blog i commenti del tipo “scusate se non aggiorno il blog da tanto ma…” Quindi niente scuse da me. Però volevo raccontarvi che cosa è successo in questo periodo perché lo reputo di un qualche interesse.

layout

Alla fine, la costanza di lavorare ogni mattina sta producendo qualche risultato tangibile. Per prima cosa ho finalmente recuperato la mano dopo anni di inattività e questa è già di suo una grande soddisfazione. Non è che sia proprio il disegnatore del secolo, ma penso che le cose che disegno adesso possano anche piacere.

matitaPoi, ho partecipato ad una selezione durante la fiera ARF di Roma e Bugs Comics mi ha selezionato tra i disegnatori per il suo nuovo progetto “ALIENI“. L’albo è bellissimo già a partire dalla copertina di Andrea Olimpieri, quindi se non lo comprate, vi perdete davvero qualcosa.

chineDi questa storia, magistralmente scritta da Andrea Guglielmino, non posso mostrare troppo anche perché ha il finale a sorpresa nello stile della gloriosa EC Comics, ma ho già pubblicato su Facebook parte di questa vignetta, e visto che qualcosa dell’albo inizia a girare vi ho mostrato qui i tre stadi, dallo storyboard alla matita alla china.

Ci vediamo a Lucca!

Mondi Paralleli

MondiDa fine ottobre 2015, ogni mese pubblico su DIME WEB una storia breve di fantascienza scritta da Francesco Manetti, prezioso amico con cui, appena diciottenne mossi i primi passi nel mondo del fumetto illustrando per la prima volta una sceneggiatura, la sua. Tutte queste storie brevi saranno raccolte in un albo, in aggiunta ad una storia più lunga che non sarà mai pubblicata su web. L’albo, che si chiamerà MONDI PARALLELI. Perché comprarlo? Intanto perché su web la definizione adottata non permette di vedere molti dettagli delle tavole che ho fatto, quindi anche solo per rispetto alle mie diottrie perdute, fateci un pensierino. L’altro motivo è che la storia finale non sarà semplice aggiunta ma… (spoiler).  L’ultimo aspetto è che cercheremo di contenere al massimo il prezzo, ammortizzando la stampa con una campagna di Crowdfunding (parola difficilissima traducibile con “facciamo una colletta su web , e in cambio vi diamo oltre all’albo anche qualche cosa bella che gli altri vi invidieranno“) che partirà dopo Lucca Comics and Games.

Qui, per vostra comodità, trovate i link a tutte le nostre storie su DIME WEB in ordine cronologico. L’ultima storia è in lavorazione è stata pubblicata a fine ottobre.

Buon divertimento!

  1. LA SENTENZA
  2. ALBERT
  3. EFFETTO COLLATERALE
  4. ALI
  5. IL TESORO
  6. IL LUNGO ISTANTE
  7. IL GRANDE SCHERZO
  8. PROFONDO NERO
  9. A EST DELL’EDEN
  10. L’ULTIMO  GIORNO

Una  nota importante sul nome: abbiamo ragionato a lungo su come chiamarla. Mondi paralleli descriveva perfettamente la raccolta, però io avevo qualche remora visto che è il nome della Fumetteria di Prato di cui Francesco è stato co-fondatore. Io in quel periodo della sua vita non c’entro niente e non mi sembrava giusto appropriarmene. Però i nostri fumetti si fanno in due, spiegandolo qui, vorrei che lo consideraste un giusto tributo alle belle storie di Francesco. Per l’illustrazione qui sopra, invece ho preso dei soldi da Robe di Kappa per la pubblicità occulta.

Il cuore delle carte 2

Parte seconda

Dal 1999 al 2011 mi sono occupato di un particolare tipo di tradingcards per conto dell’azienda Edibas di Torino. Ho inventato il nome e il logo Lamincards e ho partecipato alla creazione del prodotto originale. Non ho mai percepito alcuna royalty ,anche perché non ci ho investito un centesimo, ma sono sempre stato correttamente ricompensato dalla famiglia proprietaria dell’impresa per il mio lavoro. Poi mi sono sputtanato quasi tutto, ma questa è un’altra storia.

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Dragonball arrivò in un momento difficile: ci avevano comunicato che non ci avrebbero rinnovarto la licenza più forte che avevamo, i Pokémon, perché paradossalmente avevano troppo successo e Prominter ci aveva soffiato il mercato del Wrestling.

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Una delle mie idee: il pacchetto lasciava intravedere le card all’interno da una finestrella trasparente: i bambini ne andavano matti e la bustina costava meno di quelle di metallo.

Edibas portò a casa la licenza delle card di tutto Dragon Ball. Tutto: Prima serie, Z, e GT. A differenza delle lamincards dei Pokémon, queste potevano essere giocabili!

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Caravaggio: “i Bari” notare il guantino da Pro.

Peccato che io di tradingcard game non ci capivo un’ostia: la mia sensibilità era tutta nel creare delle card belle da vedere e da collezionare. Il che poi si rivelò anche un vantaggio, ma all’inizio era un problema: avevo solo un passato adolescenziale di un paio d’anni come giocatore di D&D e non mi ero mai appassionato a Magic. Paradossalmente ero in Giappone quando scoppiò il fenomeno Yu-Gi-OH: tutti i negozi erano pieni di cartonati e locandine con quel personaggio dai capelli inverosimili. I miei ragionamenti di allora non erano tanto diversi da quelli di Zerocalcare in un suo famoso fumetto.

zerocalcare su yu-gi-oh

Ma io dovevo capire. Così per risolvere il gap feci quello che facevo di solito in questi casi: assoldai degli otaku.

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La base di tutto venne dalla gentile Mabelle Sasso, che coinvolse il suo futuro marito Paolo Giordano per stilare un regolamento. Li ripagai con elevate dosi di stress per anni. Lasciai loro quasi carta bianca partendo dal gioco originale dei Pokémon. Paolo tra l’altro introdusse l’uso di Excel per avere sotto controllo la collezione. Serviva per i valori, ma io ne feci poi uno strumento indispensabile per gestire il lavoro, quando arrivammo a progettare anche quaranta di collezioni di card all’anno!

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Finché mi fu permesso, citai sempre tutti i collaboratori nel raccoglitore: fino alla prima serie di Dragonball firmai tutte le card sul retro (cosa che non faceva nessuno): “Artwork: L.Costarelli” e quindi trovavo giusto che chi ci lavorasse potesse mostrare con orgoglio il suo nome stampato sul raccoglitore. Mabelle collaborò a lungo con me e divenne una valente grafica.

Lo studio dove nascevano le Lamincards, Luciano Costarelli Mabelle Sasso

Lo studio di Milano dove nascevano le Lamincards, io senza barba, Mabelle con la coda.

Nella progettazione grafica delle card, la mia ignoranza diventava un valore. Avevo uno sguardo esterno rispetto agli appassionati di Magic, e pensavo in modo differente, diciamo “più mainstream”. A chi giocava abitualmente con le tradingcards interessava più di tutto quello che c’era scritto sulle card, a me interessava di più l’immagine. Esattamente come con i Calendari che progettavo, consideravo il testo un male necessario e volevo ridurlo il più possibile. Così targhettizzai ancora di più le card sui bambini, più che sugli adolescenti e agganciai il mondo femminile che non si filava di striscio i giochi di carte ma adorava avere le lamincards dei suoi personaggi preferiti.

trunks

Trunks era molto gettonato tra le ragazze.

C’era un altro fattore da tenere presente: la trasparenza. Sin dalla seconda, purtroppo sfortunata, collezione cioè i Medarot, ho voluto sfruttarla sagomando i personaggi, andando oltre il modello originale delle card laminate. C’erano però degli elementi da mettere: la linea di Copyright, il numero di collezione, il mio nome… Così feci una banda orizzontale che mi permettesse di avere uno spazio sempre uguale in ogni card. Per cambiare, anche per essere più in format con gli altri giochi, ideai una semplice basetta da mettere nella parte inferiore della card, lasciando dei valori basici sul fronte e la parte più testuale sul retro. Un po’ per ragionamento, un po’ per caso, con molta fortuna era nato un format di successo che fece vendere all’azienda decine di milioni di bustine in tutta Europa. E anche in Russia. E per poco non andammo in America.

raccogliere spagnolo DragonballZ Platinum di Luciano Costarelli

raccoglitore Spagnolo Lamincards serie Platino, feci lo sfondo con acrilici e Photoshop per inserire in modo accattivante i tre personaggi da Style guide.

Lanciammo la prima serie a Milano a Fumettopoli, assoldai gente per fare dimostrazioni che pescai in un paio di ludoteche. Entrai in una e dissi: Qualcuno vuole lavorare? ho una fiera e ho bisogno di qualcuno che faccia giocare i ragazzi con le lamincards. Molti mi guardarono male, un ragazzo disse: io vengo! Anni dopo venne assunto da Strategiochi, probabilmente adesso è, tipo, product manager. Annunciammo con un comunicato stampa che regalavamo alcune bustine in anteprima, fino ad esaurimento. Appena aperta la fiera un ragazzino arrivò di corsa tutto sudato al nostro stand per averle perché pensava che ci sarebbe stata ressa. Invece si presentarono in meno di una ventina. Ma ci aveva visto lungo: da lì a qualche mese avrebbe dovuto accamparsi la sera prima per averle, visto il fenomeno.

Capsulehousemanga

Nel 2006 a Mantova Comics prendemmo uno stand, pagammo la trasferta a dei ragazzi per venire a far giocare i ragazzi. Uno, che era già con un piede nel settore, ne fece poi una professione. Un altro rubó un accappatoio dall’albergo e non fu più richiamato: il crimine non paga. La fiera fu un delirio, ma divertente: io avevo un mazzo fatto solo con le speciali oro e vincevo sempre. Ci fu una scolaresca che era stata invitata in uno spazio dietro allo stand Panini dove promuovevano varie cose tra cui il gioco di carte di Naruto. Qualcuno si accorse di noi e lo disse agli altri. Continuavano a guardarci. Appena finirono di parlare, i bambini corsero tutti in massa da noi.

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Dopo la prima serie che vendette bene ma non fece numeri, arrivò il primo grande successo con DragonBall Z che chiamammo in seguito Silver. Casualmente la bustina era argento, ma quella era una cosa che facevo già: trovavo una barbaria avere il flowpack metallizzato e opacizzarlo con un colore coprente come facevano altre case editrici. Sfruttavo al massimo il metallo per farla risaltare in edicola. Avevo fatto anche la copertina dei Cavalieri dello Zodiaco metallizzata. Ai ragazzi piacevano da matti! Così, dopo aver avviato la produzione, qualcuno suggerì di introdure le carte metallizzate, acoppiando un sottile foglio di metallo al PVC della card. Quando iniziarono a circolare le nuove card, vissute come rare, esplose il fenomeno e arrivammo nel 2006 all’età dell’oro. Di DragonBall Z serie oro.

flow pack Lamincards Dragonball Z serie oro

(continua)