Una ragazza di nome Jun

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Ripensai al consiglio di Alfredo Castelli in “Come si diventa autore di fumetti”, per vincere la mia timidezza, mentre diciannovenne, cartellina sottobraccio, mi recavo insieme due compagni di scuola al mio primo colloquio di lavoro fumettistico. Stavo, ormai da ben 6 anni, cercando di raggiungere lo stato di “Curiosità continua“. Di che cosa si tratta? cito da pagina 16:

«Anche senza spostarsi dalla propria città si possono “scoprire” luoghi sconosciuti: basta frequentare, di tanto in tanto, ambienti che normalmente non ci interessano o che, addirittura, non approviamo: un night-club o una balera di liscio; una chiesa o una pista di pattinaggio su ghiaccio. Bisogna liberarsi dai propri preconcetti e provare ad analizzare le cose partendo da punti di vista opposti, il confronto genera inevitabilmente nuovi stimoli.

Se raggiungerete questo invidiabile stato di “curiosità continua”, verrete abbordati da ogni sorta di gente: vagabondi, ubriaconi, Testimoni di Geova, Bambini di Gesù, gente che parla coi Marziani, mercenari, killer professionisti, ipocondriaci, schizofrenici, che vi faranno le loro confidenze. Si tratta di persone a loro modo ricchissime interiormente, che sentono d’istinto una disponibilità sincera da parte vostra.»

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Tutto vero. A parte il Killer professionista (era solo un dilettante), nella mia vita ho incontrato tutte queste tipologie e tante altre, alcune ancora più assurde. E tutti mi hanno raccontato i fatti loro manco fossi il loro migliore amico.

Tornando al colloquio, era alla Ediperiodici, dallo zio di un mio compagno di liceo che aveva un ruolo direttivo (forse addirittura il co-fondatore, non ricordo).

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Non era il mio obiettivo finale disegnare i tascabili porno, ma decisi di non avere troppe remore, visto che mi interessava comunque l’esperienza: molti autori importanti si sono formati in questa casa editrice. Andmmo a far vedere le nostre tavole a fumetti, i lavori della scuola e le fanzine su cui pubblicavamo, per capire se si poteva collaborare. Lo zio del mio compagno, un signore molto cortese e distinto, ci spiegò che nonostante il genere fosse quello che fosse, le cose andavano fatte con serietà. C’erano due possibilità: le copertine o le tavole a fumetto vero e proprio. Ci fece vedere delle copertine pittoriche di una bellezza inarrivabile per me, ma più affine al mio compagno, che aveva già una discreta tecnica con gli acrilici.

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Noi altri due optammo per i fumetti veri e propri. Il mio amico doveva dipingere una copertina sull’esempio degli albi forniti. Di noi volevano vedere vedere come disegnavamo qualche tavola da una sceneggiatura. Fece a quel punto la comparsa un uomo di mezz’età un po’ inquietante, che mi ricordava gli assistenti dei supercattivi nei film horror. Notai queste braccia un po’ più lunghe del normale, ma forse mi ero fatto suggestionare dalla situazione.

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Feci anche caso che lo zio del mio compagno quando si rivolgeva a lui lo trattava un po’ male rispetto a noi, con cui continuava ad essere posato e gentile. Questo contribuiva a rendere la situazione un po’ inquietante. il signor “Riff Raff” ci consegnò una sceneggiatura definendola «bellissima», quella dei «vu cumprà» (così venivano chiamati gli immigrati africani che dalla metà degli anni 80 vendevano piccoli oggetti ai bagnanti camminando in continuazione per le spiagge).

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Lessi la sceneggiatura in macchina, mentre andavamo in gruppo a Livorno ospiti di un’amica un po’ più grande di noi. Il bagagliaio era pieno di tascabili sexy che ci erano stati generosamente donati come riferimento. Grazie a quelli, l’altro mio amico, che si cambiò per l’occasione il nome in Ulisse, si spacciò per un disegnatore del gruppo editoriale conquistando l’ammirazione dei nuovi amici livornesi, accaniti fan del genere tascabile.

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Tornando alla sceneggiatura in questione, dopo qualche pagina non potevo credere ai miei occhi. Raccontava la vicenda di tre napoletani che si tingevano la faccia con il lucido da scarpe, si spacciavano per “vu cumprà”, chiamandosi Cacao, Caffé e Orzo, e si spostavano a Milano dove stupravano una giovane donna! Giuro! Era proprio questa la sceneggiatura. Oggi sono abbastanza sicuro del fatto che fossimo stati messi alla prova, ma all’epoca, nonostante tutte le mie intenzioni, ci rimasi malissimo. Non feci le tavole: la storia, se questo era il suo intento, non mi  faceva ridere per niente.

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Non mi interessano le idee politiche, la religlione e ancor meno l’orientamente sessuale di una persona. Ma non posso disegnare fumetti che contengono messaggi di questo tipo.

Detesto il razzismo principalmente grazie a Gosaku Ota e una sua indimenticabile storia che lessi quando avevo 10 anni sulle pagine del settimanale “Il Grande Mazinga” della Fabbri. Questo per parlare un po’ del potere educativo dei fumetti, cosa di cui ci si dimentica troppo spesso.

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Ho grande attesa per il nuovo film di Mazinger Z Infinity, di imminente uscita, che sembra veramente bello.

Mentre seguivo entusiasta il susseguirsi di nuovi trailers, scoprendo che oltre allo Z compare anche il Grande Mazinger e Venus con relativi piloti, sono venuto a sapere che in questo film Jun ha realizzato il suo antico sogno. Nella nuova versione di Mazinger, la sua pelle è diventata molto più chiara.

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Peccato che quello non fosse veramente il suo sogno ma la reazione al trattamento che riceveva fin da bambina. Potrebbe essere una resa delle luci in questa scena che trae in inganno, ma apparentemente, forse con l’idea di mostrare alle nuove generazioni un personaggio più in linea con i loro gusti, si è coperto con un colpo di vernice il messagio di Ota. Praticamente il contrario di quello che succede con i Supereroi americani. E la cosa triste è che il motivo è lo stesso: voler vendere di più. Perché l’antirazzismo, quello vero,  la Marvel lo portava avanti decenni fa, presentando al pubblico personaggi inediti come Pantera Nera. Non dubito che non ci fosse anche ai tempi la volontà di fidelizzare un preciso target, ma nei contenuti si vede sincerità e rispetto. E anche qualche rischio, visto che stiamo parlando degli anni 60.

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Vi lascio con la bellezza malinconica di questa pagina. A 10 anni, dopo aver letto quella storia mi chiedevo come potesse una ragazza così bella essere disprezzata per il colore della sua pelle. Me lo chiedo ancora.

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Road to Lucca 2017 – parte seconda

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La storia di Lunar Lex comincia diversi mesi fa. Lucca 2016: dopo la delusione dell’anno precedente, quando non mi ha voluto manco un cane, nell’area Pro diversi editori accettano di vedere il mio portfolio. La Marvel no, ma solo perché adesso inchiostrano col computer e non gli servivano sgommatori di tavole. Peccato perché ero preparatissimo!

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Tra chi accetta di guardare i miei scarabocchi ci sono Luca e Daniela di Cronaca di Topolinia, lì  hanno in progetto una serie perfetta per me… indovinate un po’? Erotica. …Sto scherzando! Fantascienza, naturalmente!

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Siccome sono un paio d’anni che mi diletto in questo genere, mi vengono bene le prove e mi prendono con loro. Devo ringiovanire uno dei personaggi, l’astronave l’ho fatta a modo mio perché non avevo modelli veri e propri, ma a loro e Salvatore Taormina piace come disegno, per cui affianco il talentuoso Gaetano Longo nella realizzazione di questa serie, splendidamente scritta dal dinamico duo Daniela Zaccagnino e Luca Franceschini.

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Tavola di prova per Lunar Lex

Inizio a frequentare il nuovo gruppo, Salvatore Taormina, per gli amici “il Tao” non scherza per niente sul lavoro, ma come persona è molto umano e in pratica vengo adottato dalla sua famiglia. Comincia il tour delle Fiere: a Cartoomics mi divido tra lo stand di Bugs Comics e il loro, a Torino  sto tutto il tempo con Cronaca di Topolinia e faccio amicizia con i vari collaboratori.  A NovaraCuneo, faccio un numero imprecisato di Sketch, quasi tutti a pennino, anche perché dopo due anni ho ricominciato a inchiostrare su carta e dovevo riprendere un po’ la mano.

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Con Manga Studio Pro, sul computer, uso un pennino virtuale molto morbido, in pratica viene molto simile a quando inchiostravo a pennello, solo più preciso. Ma il pennino vero e proprio ha tutto un altro segno e trova la sua bellezza nelle immagini più piccole. Trovo che non esista un segno più bello di quello di un vero pennino su carta. Ingrandendolo diventa perfino più bello, al contrario del segno a pennello che è più armonico, meno nervoso, ma che trova la sua bellezza riducendosi in stampa.

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C’è da dire che le tavole del fumetto vero e proprio sono state colorate dal bravissimo Antonio Antro. Questo però mi ha creato un po’ di difficoltà. Sia perché dovevo capire la quantità di dettaglio e le ombre da mettere, sia perché ho disegnato negli ultimi due anni prevaletemente per il Bianco e Nero, e sia perché finora tutti i miei fumetti me li sono sempre colorati io. Fortunatamente Antonio è bravissimo e questo ha permesso di amalgamare bene i disegni miei e di Gaetano Longo che abbiamo stili molto diversi.lunar8

Essendo Gaetano il creatore grafico della serie, ho cercato di avvicinarmi un po’ al suo, non copiandolo ma ringiovanendo un po’ le fanciulle e sintetizzando un po’ di più le forme, cosa che è stata anche molto utlile per non appesantire troppo le tavole in vista del colore.

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La copertina di Lunar Lex zero, di Gaetano Longo, colori di Antonio Antro.

La cosa divertente è che avendone studiato lo stile, un paio di mesi dopo ho utilizzato la sua sintesi del naso per caratterizzare un personaggio femminile di un’altra serie, cosa che non ho invece fatto su Lunar Lex, dove ho fatto a tutte il nasino all’insù. Quando mi sono invece trovato a fare 13 copertine, con diverse ragazze tutte inquadrate nello stesso modo, il mio scopo era quello di disegnarle belle, ma tutte differenti, così per la signorina Elsa, ho un po’ rubato il naso a Gaetano!

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Comunque ho approfittato degli sketch per usare massicciamente il pennino e fare allo stesso tempo un po’ di studio dei personaggi. Ollie è la mia preferita, un po’ perché assomiglia vagamente a Gaia Germani, un personaggio che disegnavo quando avevo 23-24 anni sulle mie rivistine del calcio (il nome preso dall’attrice, l’aspetto no), È quella in basso che broccola alla grande con la scusa che si è slogata una caviglia.

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Un altro motivo è perché sotto-sotto mi sa di Tsundere, che è la mia tipologia femminile preferita, tanto da averne sposata una quando ancora non conoscevo l’esistenza di questa classificazione. Vedremo col procedere delle storia se la mia intuizione è stata giusta.

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Lunar Lex racconta la storia di tre cacciatrici di taglie nel futuro, intrighi e combattimenti a tutto spiano. Quando le ho viste in azione, beh non me le aspettavo così grintose tutte quante. Belle ragazze pesantemente armate! Fondamentalmente si tratta di una specie di Charlie’s Angels nello spazio, entertainment puro senza troppe menate, con un pizzico di commedia e scritto con tanto mestiere. Numero zero, tutto a colori, 4 euro con sketch in fiera. Se no potete pure comprarlo online sul sito di Cronaca di Topolinia.

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Lo so che qualcuno di voi mi odia quando faccio il pubblicitario, ma fa parte anche questo della mia natura: mica voglio stare in questo blog solo a pontificare sul tratto a pennino o raccontarvi del mio strano passato e basta. Porto anche un po’ l’acqua al mio mulino, ma lo faccio anche nel vostro interesse perché magari potrebbe interessarvi quello di cui parlo.

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Credetemi, ho dei principi. non vi consiglierei mai, pure se lo disegnassi io, di comprarvi l’ultima incarnazione della Stacy tipo Gwenpool, SuperciukGwen, o qualunque altro modo vogliano inventarsi per spolpare ancora quella povera salma… Aspetta, cosa? No! Davvero?? Fanno la selezione di disegnatori a Lucca per Gwenzombie? Cancella tutto! Ragazzi… ma che belle non sono le nuove interpretazioni di Gwen Stacy della Marvel?  Che modo simpatico di tenere vivo un personaggio tanto amato!!

Scherzi a parte, Lunar Lex potrebbe essere per voi una piacevole sorpresa a Lucca Comics 2017.

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A Lucca ci troverete al PADIGLIONE GIGLIO, dove troverete sia me che Gaetano per farvi disegni sul numero zero e su Cronaca Comics, la rivista dove è stata presentata la serie attraverso un fumetto originale di Gaetano. Un investimento per il futuro quando la serie diventerà cult. Non ho dubbi che sarà così. Beh, un dubbio ce l’ho…

Ma Ollie sarà tsundere o no?

 

 

Road to Lucca 2017 – parte prima

Mondi Paralleli 2 di Luciano Costarelli e Francesco Manetti

Mentre era in corso il Crowdfunding di Mondi Paralleli sono stato contattato da qualcuno che era interessato a quello che facevamo! Mondi Paralleli sono storie brevi a fumetti di fantascienza che disegno su testi di Francesco Manetti e che venivano inizialmente pubblicate su Dime Web, poi raccolte in alta risoluzione in un albo con una storia inedita più lunga. Il pericolo quando fai qualcosa, non dico di buono, ma interessante è attirare mitomani o gente che si aspetta che tu lavori gratis. Invece si sono rivelati di una serietà inusuale.

Mondi Paralleli 2

Abbiamo parlato subito di contratto e di condizioni. Dopo una semplice modifica, sia io che Francesco abbiamo firmato. Nel frattempo anche la pagina che avevo aperto per supportare il crowfunding, inizia ad avere seguito senza nessun tipo di promozione, cosa che dovremmo invece fare seriamente quando partirà Mondi Paralleli 2.

Disegno di Luciano Costarelli

Aspetto ancora un po’ di tempo per spiegare bene di che cosa si tratta, facciamo un mese o poco più al massimo. Voglio essere sicuro di fare le cose per bene. Dico solo che è qualcosa di completamente nuovo per noi e abbastanza nuovo in generale. Tra l’altro piuttosto difficile da scrivere. Con Francesco come sceneggiatore c’è una simbiosi artistica perfetta, ma in questo progetto siamo riusciti a integrare ancora meglio le nostre specifiche competenze, su una solidissima struttura narrativa.

Fumetti di Luciano Costarelli

Storyboard di Mondi Paralleli 2

Dirò poche cose per ora. È a colori, abbiamo adottato la gabbia del tascabile classico tipo Alan Ford, ma ha una struttura differente. Dovendo realizzare un’ottantina di pagine, ho studiato un metodo di colorazione che mi permettesse di tenere i tempi senza compromettere la qualità. Ho deciso di inchiostrare le figure in nero in modo che spicchino sui fondo, che realizzo in digitale, ma con le tecniche “pittoriche” dei fondi dei cartoni animati. L’obiettivo è il massimo della leggibilità. Quindi per avere le idee chiare io per primo, giù di Storyboard!

Luciano Costarelli - fumetti

Storyboard di Mondi Paralleli 2

A che punto siamo? La storia è finita e revisionata in ogni particolare, ho disegnato lo storyboard completo pagina per pagine e sto procedendo con una media di una tavola al giorno. Se vi è piaciuto Mondi Paralleli, questo va decisamente oltre. C’è una quantità di idee per pagina che non ha molti eguali. Fidatevi. Non c’è ancora una data di uscita definita, ma stimiamo di concluderlo per Novembre, se i tempi tecnici ce lo permetteranno ci piacerebbe fare una presentazione a una fiera, Fumettopoli il 15 Novembre a Milano potrebbe essere la candidata ideale. Poco prima di Lucca, però sveleremo cos’ha di tanto innovativo questo fumetto.

Fumetti di Luciano Costarelli

Storyboard di Mondi Paralleli 2

Oltre a questo sto preparando tante altre cose. Ho terminato le mie pagine per Lunar Lex, la nuova fantastica serie dell’editore Cronaca di Topolinia, il cui numero zero uscirà a Lucca.

Fumetto di Luciano Costarelli

Storia di Luca Franceschini e Daniela Zaccagnino, disegni miei e di Gaetano Longo (che è anche il creatore grafico della serie), colori di Antonio Antro. Ecco il mio frontespizio della testata

Luciano Costarelli - Lunar Lex

Lunar Lex proseguirà dopo Lucca con il numero uno, da cui potete vedere in anteprima una porzione di tavola, che sarà come di consueto colorata, come il frontespizio qui sopra, dal bravissimo Antonio. Qui sono riuscito a staccarmi dalla gabbia bonelliana da 6 vignette e 3 strisce in cui comunque mi trovo sempre a mio agio. A differenza di Mondi paralleli 2, che è completamente digitale, Lunar Lex è fatto tutto su carta con pennino e pennello.

Lunar Lex- Luciano Costarelli

WIP Lunar Lex

Finito? Manco per sogno! Nel prossimo articolo vi parlerò di altri progetti in corso d’opera per Lucca dove in alcuni casi, come per Mondi Paralleli 2, ho potuto fare qualcosa di innovativo. Perché a me piace da matti disegnare, ma mi piace ancora di più, se ci sono delle nuove idee!

Stay tuned!

Mondi Colorati

17883532_10212696221789100_2854793790259496757_nE con questa settimana abbiamo spedito tutte le copie di Mondi Paralleli. Per la copertina ho voluto dare un aspetto retrò, da Pulp magazine. Ho realizzato l’illustrazione in digitale (come al solito escluse le matite) ma ho utilizzato la tecnica degli acrilici, con quel gran programma che è Clip Studio Paint  aka Manga Studio Pro.

CopertinaSul retro ho inserito una finta pubblicità, rifacendomi ad una reale d’epoca. È stato molto bello rifare il televisore nello stile delle illustrazioni degli anni ’50, e mettere un Akkroniano sorridente daltubo catodico. La TV è marcata Dime Web, che è il blog su cuoi sono apparse inizialmente e in bassa risoluzione, le storie di Mondi Paralleli. Metafore come se piovesse!

17966982_10212735802258587_5864826520770452193_o Siccome abbiamo raggiunto l’obiettivo del crowdfunding in anticipo, come bonus ho incluso delle cartoline con degli sketch ad acquarello che ritraggono i personaggi presenti nel fumetto.

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Alcuni “bakers” (questo è il nome di chi contribuisce alla realizzazione di un progetto di crowdfunding) hanno scelto di ricevere il fumetto con una copertina “variant”,  bianca che è stata arricchita con uno sketch in Bianco e nero o a colori. Mmmh…Quattro parole in Inglese fighetto in tre righe di Italiano. Si vede proprio che sono milanese.

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Anche se si tratta di sketch, e non di vere e proprie illustrazioni, ho pensato di utilizzare il pennino per avere un tratto più caldo e perché il pennarello avrebbe sbavato il colore con l’acquarello. Era dalle prime storie pubblicate su Dime Web che non usavo più il pennino, avendo progressivamente sostituito l’inchiostrazione in digitale. Non so, è scattato qualcosa.

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Sono andato a Torino Comics al seguito di Cronaca di Topolinia. Il compito di noi disegnatori in fiera è promuovere la casa editrice e il nostro lavoro tramite gli sketch. La cosa funziona bene perché quando disegni, la gente viene a guardare e l’idea di avere un disegno dell’autore del fumetto, invoglia sicuramente all’acquisto. Certo se il fumetto fa schifo o se uno fa uno sketch orrendo, non è che fai felice l’acquirente, che poi si ricorderà di te e ti guarderà sempre male come fossi un ausiliario delle soste. Ma non è stato questo il caso per nessuno allo stand, infatti la fiera è andata bene, nonostante lo spazio dedicato al fumetto sia diventato pochino rispetto ai gadget, Games, cosplay ecc.

18157284_10212816698720948_8822110705196129831_nE per far felice gli acquirenti, ho pensato di dare un po’ di valore aggiunto facendo gli sketch a pennino e china. Rieccoci. Oh, mi piaceva un sacco! Quando fai sketch non hai molto tempo e se è vero che fai quasi sempre quello che vuoi tu, non hai molto tempo per pensare: quattro segni a matita e via diretto. Ritrovi la freschezza del tuo segno, meglio di qualsiasi workshop (daje coll’Inglese fighetto!). Oltre a questo si fanno dei disegni collettivi e si passa tempo insieme ai disegnatori.

18034124_1477496768961741_6058418178969451491_nFare gruppo in fiera, disegnare insieme è una cosa che fa benissimo allo spirito, se non si è disegnatori spocchiosi/invidiosi/rancorosi. Fortunatamente a Cronaca non ho trovato nessuno così e io sono troppo vecchio per queste stron*ate: se non ci divertiamo noi per primi a disegnare, come vuoi che si diverta il lettore? L’ego, da forza motrice, può facilmente diventare la più grande zavorra che un disegnatore possa avere. Poi in genere uno arriva comunque dove deve arrivare… Ma, ragazzi, che fatica!

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Ora, se avete avuto la pazienza di leggere tutte queste divagazioni, capirete ora dove volevo andare a parare: Ho iniziato Mondi Paralleli con fatica, inchiostrando a Pennino e pennello le prime storie, poi sono progressivamente passato, storia dopo storia, all’inchiostrazione digitale, che grazie alla sua enorme velocità, mi ha permesso di macinare molte tavole, recuperare la mano dopo lo stop di tutti questi anni e di migliorare costantemente il mio livello.

16179328_10211953912071821_4644904697580781877_oOra il cerchio si chiude perché con Lunar Lex che sarà pubblicato da Cronaca di Topolinia a Lucca Comics & Games 2017, sto tornando a lavorare in modo tradizionale. Userò ancora Clip Studio Paint per i ritocchi finali e qualche correzione, ma sarà marginale, perché sono arrivato alla conclusione che il segno nervoso e scattante del pennino sia il modo migliore per esprimere realmente la mia personalità. Che è una cosa diversa dall’ego di cui parlavo prima: è come se fosse quel particolare tono di voce che contraddistingue un cantante, che magari non sarà ‘sto gran cantante, ma che a un po’ di gente piace proprio per quello. Oppure un particolare tipo di Colore che fa subito pensare ad un preciso brand (rieccoci!) come il Rosso della Ferrari o il verde di Tiffany. Anche se disegno quasi sempre in bianco e nero, è arrivato il momento di trovare quel colore. Insomma un percorso è finito e ne inizia uno nuovo, anche se fatto con strumenti molto vecchi.

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Crowdfunding terminato!

Crowdfunding. Per chi non conoscesse il significato di questa parola, si tratta della pratica di proporre un progetto in rete e chiedere un finanziamento per poterlo produrre. I sostenitori del progetto pagano in anticipo poi, se il progetto va in porto ricevono dei premi extra, se non funziona gli ritornano indietro i soldi. Pure zio Clive faceva qualcosa del genere a cavallo tra i ’70 e gli ’80, quando fondò la Sinclair e produsse lo ZX80 e poi lo ZX81 in kit di montaggio facendosi pagare prima di produrlo. Ma questa è un’altra storia.zx80

Tornando a noi, la mia prima campagna di crowdfunding è appena terminata! Non l’avevo mai fatto prima e avevo qualche timore dovuto al fatto che non ho una grande comunità dietro come qualche ragazzina alla moda o qualche autore che pubblica a livello internazionale. Inoltre Mondi Paralleli tratta un genere (storie brevi di fantascienza) che è attualmente in grande spolvero ma ancora abbastanza di nicchia. Per finire, non si vedono neanche tante tette.

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Nonostante questo, mi sono messo davvero d’impegno per finire l’ultima storia di Francesco Manetti, inedita e spettacolare e, già che c’ero, ho sistemato qualche vignetta delle vecchie storie che non mi convinceva più. A dirla tutta avrei rifatto mezzo albo, ma ogni tanto devo venire un po’ a patti con la mia pignoleria.

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Comunque, mi sono documentato un po’ e ho avviato un mese e mezzo fa la campagna su IndieGoGo. 

robotSiccome c’era da preparare un video, l’ho fatto bello cafone e spavaldo, tanto chi mi conosce lo sa che mi piace scherzare su queste cose, gli altri magari lo notano e si incuriosiscono. Una vita buttata nel marketing invece di fare cose serie come i fumetti, almeno a qualcosa è servita. Preparo i testi a tema con dei bei titoletti, carico il video, imposto i perks. Si parte!

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Prima sorpresa: per scazzi tra di loro, proprio da quel mese, Indy non accetta più pagamenti su paypal in Europa. Quando si dice il tempismo! Quindi solo carta di credito, cosa che ha tagliato fuori tutti quelli che non si fidano a usarla sul web. Che poi non è che paypal sia poi tanto diverso da una ricaricabile, ma psicologicamente cambia. Quindi… Via una fetta di potenziali clienti!

fettaPoi ho provato a spammare su qualche gruppo, sempre con cortesia. Purtroppo la non appartenenza in precedenza a determinate community non mi ha permesso di pubblicare l’annuncio e raggiungere potenziali clienti che magari avrebbero gradito. Capisco che se non fanno così si trovano impestati di spammer, ma aumentando il tempo che passo sul tavolo da disegno, ho ridotto quello che passo in rete per cui, pace! Altra bella gente non raggiunta.

Messerschmitt vs SpitfirePreparo la pagina Facebook dedicata e decido di comprare un po’ di pubblicità. Faccio un investimento stellare di una dozzina di dollari, in cambio della visione di un mio post a circa 4000 persone di cui un centinaio sono poi andate effettivamente a vedere la pagina. In marketese si dice che c’è stata una redemption del 2,5%. La cosa interessante è che ho potuto selezionare il mio target per età, sesso, interesse, appartenenza geografica e altri dettagli della loro vita e personalità. Quelli che regalate all’amico Zukerberg mettendo like in giro o facendo i test tipo “Che eroe Marvel sei”, “Qual è il tuo amico di Facebook a cui sei più affine?”, “Che personaggio storico saresti stato?” ecc. Profilo psicologico arricchito in cambio di una bella immaginina. A pagare di più penso che avrei potuto sapere pure quante volte vi cambiate la biancheria ogni settimana, ma non credo che questa informazione avrebbe incrementato le vendite di Mondi Paralleli.

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Come è andata a finire? Nonostante le difficoltà la campagna ha avuto successo! Raggiunto e pure superato del 10% il traguardo! settimana prossima avvierò la stampa degli albi e prepararerò tutti i disegni con dedica per i sostenitori di questo progetto a cui sono davvero molto grato. Non tanto per la pilla, che va praticamente tutta in stampa, quanto per la soddisfazione di aver fatto qualcosa che è piaciuto.

07-Scherzo-3E posso dire che gran parte del merito va alle bellissimi storie che ha scritto Francesco. Qualcuno che non è arrivato per tempo potrà avere una delle 25 copie che andranno a Prato alla fumisteria “Mondi Paralleli” ma, come promesso in campagna, non ristamperemo mai più questo albo, per cui quando tra qualche anno io e Francesco andremo in America a salvare la Marvel rifondano la casa delle idee e celebrando la chiesa di Kirby, questi albi potrebbero pure avere qualche valore collezionistico. Non dico come il Dime Press 4 con la prima apparizione di HellBoy, che se la gioca con Action Comics n.1, ma pizza e birra in Piazza Sempione, magari riuscirete a pagarvela.

DimePress4E c’è un colpo di scena! Grazie a questa campagna qualcuno, di cui vi parlerò più avanti, ci ha contattato per un progetto a dir poco innovativo che vedrà la luce intorno a settembre: Mondi Paralleli 2!

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Niente crowdfunding questa volta. È stato bello ma davvero faticoso e non penso di rifarlo in futuro. Grazie ancora a tutti quelli che ci hanno sostenuto! 

Crowdfunding!

coincidenzeIl giorno 22/2 è partita la campagna di Crowdfunding per stampare MONDI PARALLELI, ovvero le 10 storie di fantascienza a fumetti scritte da Francesco Manetti e disegnate dal vostro amico di matita qui presente, più una esclusiva da 8 pagine che, manco a dirlo, è pure la più bella.

Mondi Paralleli

C’è tempo un mese e mezzo per raccogliere la pecunia necessaria alla stampa degli albi: 52 pagine copertina compresa, stampati su ottima carta patinata opaca, (chi ha visto l’anteprima a Collezionando Lucca può testimoniare sulla qualità di stampa). Interni in B/N copertina a colori, due versioni. A partire da 4 euro per l’albo base consegnato a mano, in un crescendo di prezzi e premi che comprendono disegni con dediche a colori, tavole originali e eterna riconoscenza degli autori.

Se avete almeno 4 euro su una carta prepagata, questa è la nostra pagina su indiegogo, così potete anche farvi un’idea. C’è anche un video sbruffonissimo:

http://igg.me/at/mondi-paralleli

Se non volete cacciare la grana, niente di male. Ma se vi va, diffondete per favore questo link.

C’è anche una pagina Facebook con tutte le notizie e gli aggiornamenti:

https://www.facebook.com/Yul1973

Grazie per l’attenzione!

Luciano

SF Comics

Ecco la prima tavola dell’ultima storia della serie “Mondi Paralleli”. Questa storia, di 8 pagine, non sarà pubblicata online come le altre 10 su DIME WEB, ma sarà uno dei bonus speciali dell’albo che le raccoglierà tutte. Testi, as usual, del re delle short stories: Francesco Manetti.

SF comics by Luciano Costarelli

Mondi Paralleli 

2016: Tiriamo le somme.

Dal punto di vista del fumetto, pensando al 2016 c’è stato un deciso progresso. Al di là di quello che è stato seminato, della rete di contatti che si è creata e di quello che si sta evolvendo da incontri alle fiere del fumetto e fuori, voglio analizzare semplicemente quando ho prodotto ed è stato pubblicato o in corso di pubblicazione su web e su carta (la maggior parte). Cominciamo  Mondi Paralleli, la serie di storie brevi di fantascienza scritte da Francesco Manetti per Dime Web che mi ha fatto produrre 32 pagine in costante evoluzione e attualmente sto disegnando la storia conclusiva per la versione cartacea.

Fumetto di Luciano Costarelli

Ho pubblicato un episodio di 14 pagine a colori di The Fucking Frog Man per la  Bookmaker Comics, una bella storia di Andrea Garagiola dal finale col botto!

The Fucking Frogman disegno di Luciano Costarelli

Altre 12 pagine di Fantascienza per ISE.Salgari di Cagliostro Epress, su testi di Stefano Bonazzi.

Fumetto di Luciano Costarelli

Per chiudere con il bellissimo cartonato Alieni di Bugs Comics che contiente una storia di 8 pagine scritta da Andrea Guglielmino.

Luciano Costarelli Bugs Comics

Visto che Mondi Paralleli era iniziata con la fine del 2015, ma considerando le tavole finite delle storie in corso posso dire di aver prodotto nel corso del 2016  60 pagine su sceneggiatura, lavorando fondamentalmente 2-3 ore al giorno e spesso nel weekend.

Nuovi progetti sempre fantascientifici per l’anno appena iniziato: ecco la mia tavola di prova per una nuova serie di cui non posso, per ora, dire di più. Qui alcuni inchiostri sono più leggeri perché sarà una serie a colori, resi da un colorista.

Fumetto di Luciano Costarelli

Sto anche  intraprendendo nuove strade per variare un po’. La fantascienza resta sempre la mia prima passione, ma quest’anno ricomincio a fare un po’ di Horror. Esattamente, si tratta di una storia breve di Filippo Pieri in corso di realizzazione. Questa che ho finito ieri è l’ultima tavola del 2016. Enjoy!

Fumetto di Luciano Costarelli

 

 

 

 

 

Gli spot delle Lamincards di DragonBall

Ora che ho ripreso la retta via della china e dell’inchiostro, delle volte mi chiedo perché son rimasto tanti anni senza disegnare fumetti. Poi me lo ricordo: il motivo è che facevo un lavoro che mi piaceva e per cui ero pagato bene. Anche se, come spesso accade in questi casi, il lavoro mi assorbiva totalmente rischiando di compromettere la famiglia e distruggendo diversi rapporti di amicizia. Ma credo sia un passaggio comune nella vita della gente che si sbatte un po’. Buona parte di questo lavoro era incentrato su una delle serie di anime più amati di sempre: DragonBall

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Così per ricordare gli antichi fasti insieme a voi, e per riprendermi dal trauma di una puntata che ho visto di DragonBall Super non particolarmente ben animata, ecco una rassegna di spot storici, di cui mi occupavo, insieme alle collezioni di Card. E che emozione quando conobbi Paolo Torrisi, il doppiatore di Goku che ci fece un passaggio per un nostro spot facendo parlare Goku! Ho caricato qui gli spot che avevo delle Lamincards di DragonBall che curai per Edibas. Mi mancano la prima serie di DragonBall Z e le due serie di Energia Segreta. Se avete o avete il link di quelle che mi mancano, per favore fatemele avere che aggiornerò l’articolo.

Questa è la prima, della primissima serie di Dragon Ball appena 5 secondi. La serie fu presentata a Milano alla fiera Fumettopoli. Ora dovrebbe esserci cronologicamente DragonBall Z prima serie, ma appunto mi manca come mi manca la prima serie oro. Ecco la seconda:

Come già fatto per la prima serie, che venne chiamata a posteriori Serie Silver o Serie Argento, dopo la primissima distribuzione inserimmo le Speciali. Dopo questa invece le card erano così famose da non aver bisogno di questi power-up. Questo spot annunciava l’arrivo delle gold nell’amatissima Serie ORO.

Cosa c’è dopo l’oro? Ecco la serie Platino!

Alla Toei cominciavano a coccolarci: nuove illustrazioni in anteprima. Ma non bastava, così oltre alle “Platino” che consistevano nell’utilizzo di una lamina olografata con una texture, invece della semplice metallizzata, introducemmo nuovi colori. In quel periodo giocavo molto a Pokémon, così scelsi i colori rosso e blu e chiamai le nuove speciali superpotenziate “Rubino” e “Zaffiro“. Curiosamente il gioco Pokémon Platino non era ancora uscito. Una divertente coincidenza.

Nel frattempo ecco Dragon Ball GT, in parallelo con la programmazione televisiva.

Ormai il gioco delle citazioni era partito per cui, dopo le superpotenziate Zaffiro e Rubino, come potevo non mettere le Smeraldo? Dalle sfere Poké alle sfere del drago il passo è stato breve. In questo spot preparai anche delle immagini da Style guide e mi divertii a preparare con gli amici della UVC di Milano qualche effettuino diverso dal solito. So che possono sembrarvi un po’ ripetitivi, ma in 5 o 10 secondi dovevamo dare tutte le informazioni necessarie e lasciare una impressione positiva. L’idea di usare spot da 10 secondi comunque funzionava bene perché così potevamo avere il triplo dei passaggi.

La ditta Leonardus ci presentò una nuova lavorazione olografica che permetteva di avere una superficie liscia che rifletteva i colori come in un prisma. un po’ come i CD. Trovai un annetto dopo un edificio sul molo di Yokohama completamente rivestito di quel materiale, l’effetto era incredibile e non si può rendere via foto, comunque anche sulle card non sfigurava certo. Il nome della lavorazione era X-Metal. Ecco il perché del nome della serie X-Metal.

In questa serie si trovano le prime illustrazioni realizzate sui miei rough realizzati nella famosa notte dei 100 bozzetti di DragonBall, di cui ho già parlato qui. Con la Toei eravamo ormai culo e camicia. Ci organizzarono un piacevole incontro con il CEO e famiglia della Daewon Media, in modo da vedere se potevamo espanderci in Corea, in cambio di una partnership con loro, ma purtroppo non se ne fece niente. Di tante occasioni perse me ne accorsi solo anni dopo. Però mangiai veramente bene e potei usare per diverse serate negli anni a venire l’aneddoto del CEO coreano che calzava stivali da cowboy e ostentava una fibbia con la testa di un lupo.

Una delle cose che un po’ mi pento di aver fatto è stata “Attacco Finale”, che è un po’ come quando gli anime ti sparano le puntate spiegone-riassunto con il riciclo di vecchie puntate. Se lo facevano loro perché noi no?

Attacco Finale era un “The best of” con tutte le immagini che erano mai state prodotte, cosa che fece affilare i coltelli ai genitori, sempre più salassati dalle nostre cards. In quel periodo mi ero licenziato dal Corriere della sera per lavorare a tempo pieno con Edibas. L’anno prima, durante le vacanze al mare, quando alla fatidica domanda “che lavoro fa” dei genitori vicini di ombrellone raccontavo del mio impiego in via Solferino ricevevo sguardi di rispetto e ammirazione. L’anno dopo dicendo che facevo le Lamincards ottenevo le peggiori occhiate gelide della mia vita, tutti mi tolsero il saluto e qualcuno sputò anche per terra. Anche in questo titolo era nascosto un riferimento alla cultura dei video games: Finale veniva da Final Fantasy ed era una falsa promessa. I genitori pensavano che con questa sarebbe finita, invece la cosa andò avanti! Due serie di Energia Segreta e le Super 3D. Ed ecco la mia ultima serie, interamente realizzata a Settimo Torinese, proprio di fronte alla fabbrica della Lavazza, dove Edibas aveva la sede e dove mi recavo, con un certo sacrificio, ogni mattina dalla mia Milano.

3D Lenticolari, che erano la vera novità di questa serie erano venuti davvero bene, ma ci terrei a dire, per chi non la conoscesse, che Energia segreta (se avete i video degli spot, per favore giratemeli) aveva una vernice invisibile che si illuminava con la luce di una particolare frequenza, proiettata da un piccolo led su un portachiavi che la faceva risplendere. Sfruttammo al massimo questo effetto nella successiva serie per “Blue Dragon”, purtroppo la nuova creatura di Toriyama non ebbe molta fortuna con il suo pubblico e lo stesso la nostra collezione di card. Questo per dire che oltre a lavorare continuamente sulla collezione e sul gioco, le Lamincards cercavano sempre di offrire sempre qualcosa di nuovo ai loro fan, persino con Ben 10, l’utilizzo della Realtà Aumentata già 10 anni fa! Essere stato insieme ai miei colleghi all’avanguardia nel settore delle carte collezionabili e averlo fatto in Italia, è una cosa che mi permetterà di tirarmela per il resto della mia vita, e voi sapete cosa significhi tirarsela per un milanese!

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Calcio alla giapponese

Ho realizzato la mia ultima collezione di Lamincards alla fine del 2011, uscita poi l’anno successivo, al di là dei fumetti che ho ripreso l’anno scorso, da allora mi sono occupato di Loyalty programs, spesso con collezionabili  (cards, stickers, piccoli 3D) Back to School per la Francia, Belgio e Romania su licenze Dreamworks, Peyo (i Puffi), Nickelodeon, Ubisoft.

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Collector Madagascar 3 con Stickers-card e Chips per la Francia, curata da me.

Nel frattempo Edibas, la società che ha allietato i pomeriggi di tanti bambini e svuotato i portafogli di tanti genitori negli anni 2000 è fallita. Cose che capitano. C’è stato un periodo in cui erano diventate tanto popolari da finire sulla nonciclopedia. In quel periodo non potevi passare per una via nei pressi di una scuola senza trovare per terra delle bustine vuote di Lamincards. Le bustine, tra l’altro avevano anche un loro valore, perché spedendone 10 partecipavano all’estrazione di ricchi premi. Promosfera, una agenzia che avevamo ingaggiato per i nostri concorsi mettendo in palio Playstation, Wii, Nintendo DS e altre cose belle di questo genere, dovette affittare uno spazio per  perché ogni giorno riceveva un sacco enorme dalle Poste, tipo i Beatles quando portavano i capelli a caschetto e la cravatta stretta.

Lamincards Luciano Costarelli

Fan in delirio durante l’uscita della nuova serie di Lamincards di Dragon Ball Z

Bòn, passato quel periodo (delle Lamincards, non dei Beatles),  tra i vari cartoni che giravano in TV assorbendo ore ai miei figli e mezz’or a me, ce n’è stato uno in particolare che mi ha sempre strappato un sorriso: Inazuma Eleven.

Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Prototipo Multi-cardz di Inazuma Eleven, poi eliminata dalla produzione

Nato da una serie di videogiochi per piattaforma Nintendo e con il manga pubblicato sulla rivista giapponese Coro Coro (che ha ospitato Pokémon, Beyblade, e ogni successo toy-oriented dagli anni 90 ad oggi) si caratterizza per un livello medio-alto di animazione e una percentuale di idee stravaganti pure superiore a serie con consupercattivi che vogliono conquistare il mondo con delle trottole di plastica o con delle carte (non di credito).

Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Altra card poi non prodotta: Quella cattivona di Beta, uno dei miei personaggi preferiti (l’immagine non le rende giustizia, se non per il tiro assurdo).

Potremmo dire che si tratta di un cartone sul calcio, ma questo sport è solo il punto di partenza di una delle più grandi giapponesate degli ultimi anni. Inazuma Eleven è talmente eccessivo da far sembrare una finale di Holly e Benji, una “scapoli contro ammogliati” della Sipral srl di Bagnolo Cremasco e la Catapulta Infernale dei gemelli Derrick un banale esercizio di riscaldamento.

holly-e-benjy1Con Holly e Benji, scatta subito l’effetto nostalgia, eh? Però quasi tutti si dimenticano del precursore: “Arrivano i Superboys” (Doveva essere Soccerboys, ma poi han fatto casino come al solito) con quella simpaticissima sigla con gli stacchetti in cokney.

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Forse perché i giocatori invece di bimbetti carini (con qualche eccezione)  erano dei brutti adolescenti con sopracciglia pelose, tra cui uno, tale Yamagata, con una mascella  che dava dei punti a Boss di Mazinga Z. Non parliamo dei colori cupi e desaturati che trasmettevano tristezza in ogni pennellata. Poi non è che ci fossero grandi effetti, qualche palla che si piantava per aria prima di entrare in porta, due che colpiscono insieme la palla senza manco un fulmine o una fiammata…anche se hanno avuto loro l’idea di farli giocare con una palla sgonfia che si deforma. Comunque quel tamarro di Shingo Tamai si limitava al massimo a “tirare alla sottomarina” dando alla palla giusto un po’ di effetto, qui in Inazuma Eleven, due generazioni di calcio giapponese dopo, ci sono tiri come il “Pinguino imperatore n.7” in cui la palla viene accompagnata in porta da 7 pinguini di diversi colori, evocati dal nulla, che lasciano scie energetiche multicolor!

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Il che potrebbe essere una roba sconvolgente se i portieri non evocassero manone giganti, dita che escono dal terreno o muraglie cinesi. Benji, vatti a nascondere tu e il tuo berretto W Genzo!

Inazuma Eleven Luciano CostarelliPrima di Inazuma quando un giocatore molto forte e molto figo come Mark Lenders faceva un tiro alla Totti, dietro di lui metaforiche fiamme ardevano scintillanti (e un po’ Totti se la menava di non riuscire a farle pure lui col “cucchiaio”).

Lenticolare Inazuma Eleven Luciano Costarelli

Quel figo di Victor Blade, questa card è stata approvata e trasformata in 3D lenticolare.

Qui si va molto oltre: lo spirito guerriero si manifesta fisicamente, visto che è una entità spirituale, e come se non bastasse più in là nella serie, al giocatore gli presta pure l’armatura. Che se, quando giochi contro la Novatese nel campetto di Bollate, ti metti a addosso una armatura da 40 chili, dopo 15 minuti non hai più fiato e realizzi che pure Filini nel secondo tragico Fantozzi, corre più veloce di te. In Inazuma invece diventi fighissimo e acquisti nuovi superpoteri, tipo i Cavalieri dello Zodiaco

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli

Arion Sherwind in versione Armored Fighting Spirit

E se questo vi sembra allucinante, pensate che, grazie ad un orsetto androide che spara con due pistole (forse  caricate a LSD), i giocatori fanno una fusione con personaggi famosi del passato tipo Giovanna d’arco. Il fatto che questo processo si chiami Mix-Max Trans, e che sia un giocatore di nome Gabriel Garcia a fare la fusion con Giovanna d’Arco è stata origine di infinite discussioni sulle fan pages di Inazuma e di appassionate di Yaoi.

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli

Gabriel Garcia fuso con Giovanna D’Arco

Io non mi stupisco più di niente se non del fatto che la Pulzella d’Orléans in questo cartone porti gli occhiali. Nonostante questa vena di follia, che più che una vena è proprio un’arteria femorale, in Inazuma vengono inaspettatamente trattati in modo interessante alcuni temi come la corruzione nel mondo del calcio e le partite truccate. In comune con lo sport più amato dagli italiani, oltre a queste due cose, in Inazuma rimane la porta, la palla (più o meno) e il fatto che bisogna segnare. Tutto il resto è fantasia senza freni.

Inazuma Eleven Go - Luciano Costarelli Goldie Lemmon

Goldie Lemmon, bimba pestifera che gioca in armatura in una squadra maschile ed è protagonista di un paradosso temporale tipo Trunks del futuro – Saga degli androidi.

Pure io in passato ho disegnato fumetti di calcio, prima per Edizioni Eden (inchiostri, in realtà) poi per Forte Editore. E pure io ho disegnato cose per cui il dio del Calcio non mi farebbe entrare in Paradiso.

Fumetto calcio di Luciano Costarelli

Inter Squadra mia, una delle mie deliranti storie del 1993.

Avevo da contratto un numero minimo di pagine da dedicare ai giocatori del Milan o dell’Inter a seconda della testata, a cui inserivo storie con protagonisti dei ragazzi, tipo “la banda dei 5″. In teoria i personaggi dovevano cambiare ogni volta, ma settimana dopo settimana, iniziavano ad incontrarsi e incrociarsi le loro vicende. Trovavo sempre nuovi stratagemmi per raccontare di tutto. Un ragazzo che vuole scrivere storie di fantascienza, mi permise di disegnare San Siro in una Milano semi-sommersa nel futuro (che poi sarebbe tra 7 anni). Mi sarebbe piaciuto proseguire per sempre a raccontare le vicende di questi ragazzi, ma credo che l’editore abbia sopportato fin troppo le mie bizzarrie. Certo che avere due settimanali da 24 pagine consegnati sempre in perfetto orario, era comunque un buon contraltare per delle storie poco ortodosse.

Fumetto di Luciano Costarelli

Storia del ’93 in cui introducevo forzatamente dei nuovi personaggi, ripescati da una mia precedente pubblicazione sullo Skateboarding.

Se per l’Inter erano storie autoconclusive in cui ogni tanto ritornavano dei personaggi sul Milan andavo oltre. Coadiuvato dalle splendide matite di mia moglie e dai danni che potevano fare le nostre menti quando lavoravano insieme, avevamo trasformato il fumetto Milan Squadra Mia, in una commedy con protagonisti i personaggi di Beverly Hills 90210. Italianizzati nei nomi, ma sempre loro erano. Nel 1993 era tanta roba!

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Milan Squadra Mia, fumetti disegnati in coppia con Anya Pascale

Adesso che il dio del Calcio si era dimenticato di me, ho deciso di irritarlo nuovamente. Esc srl mi ha contattato per realizzare le Multi-cardz di Inazuma Eleven ho accettato con entusiasmo e ho fatto una collezione di cards come non se ne vedevano da tempo.

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Altro che quelle cazzate uscite negli ultimi tempi, minestrine riscaldate dei tempi che furono, effetti speciali messi senza sapere perché. Ci ho messo la stessa grinta ed Energia di Dragon Ball Z serie oro! Fulmini! Lampi di luce! Sfondi ad acrilico! Grafica cazzuta ed armonia dei colori.

Multi-cardz Luciano CostarelliIn ogni bustina trovate 3 card e mezzo campo di gioco. Gioco inventato da me, facile e veloce, collezione semplice da finire visto che la prima serie sono solo 60 card. In ogni bustina trovate 3 card, che possono essere trasparenti, KristallStick (quelle di Ferrero Animal Action) e lenticolari 3D. Poi una scheda con le info sul giocatore, ma quella è di contorno.

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Se pensate che tutto sto pezzo su Inazuma sia una enorme paraculata per promuovere le cards che ho fatto… Beh avete ragione! Però, ammettetelo: oltre alla sfacciata promozione,  vi ho regalato come sempre qualche spaccato simpatico della mia bizzarra vita editoriale condita da un pizzico di nostalgia nerd. Poi, se questa prima collezione Inazuma Eleven Go avrà successo, pian piano questa nuova realtà editoriale crescerà e riporterà in edicola di nuovo delle belle card made in Italy… Dei tuoi eroi preferiti!