Alieni

Ho sempre trovato sconvenienti e un po’ tristi nei blog i commenti del tipo “scusate se non aggiorno il blog da tanto ma…” Quindi niente scuse da me. Però volevo raccontarvi che cosa è successo in questo periodo perché lo reputo di un qualche interesse.

layout

Alla fine, la costanza di lavorare ogni mattina sta producendo qualche risultato tangibile. Per prima cosa ho finalmente recuperato la mano dopo anni di inattività e questa è già di suo una grande soddisfazione. Non è che sia proprio il disegnatore del secolo, ma penso che le cose che disegno adesso possano anche piacere.

matitaPoi, ho partecipato ad una selezione durante la fiera ARF di Roma e Bugs Comics mi ha selezionato tra i disegnatori per il suo nuovo progetto “ALIENI“. L’albo è bellissimo già a partire dalla copertina di Andrea Olimpieri, quindi se non lo comprate, vi perdete davvero qualcosa.

chineDi questa storia, magistralmente scritta da Andrea Guglielmino, non posso mostrare troppo anche perché ha il finale a sorpresa nello stile della gloriosa EC Comics, ma ho già pubblicato su Facebook parte di questa vignetta, e visto che qualcosa dell’albo inizia a girare vi ho mostrato qui i tre stadi, dallo storyboard alla matita alla china.

Ci vediamo a Lucca!

E=MC2

Trasformare una piccolissima quantità di massa in una enorme quantità di energia è quello che fa il fumetto. Prendi un foglio di carta, della grafite, un po’ di inchiostro e lo trasformi in qualcosa che può cambiare la vita delle persone.

ALBERT-T3

Leggendo molte biografie di artisti, vediamo come un particolare fumetto abbia indotto gente che avrebbe fatto altro nella vita ad occuparsi di questo particolare tipo di espressione artistica, a sua volta cambiando il destino di altri e in certi rari casi influenzando economie e società. Non solo disegnatori o scrittori: Guida al Fumetto italiano ci racconta la storia dell’imprenditore Fiorenzo Ivaldi, che vi consiglio di leggere qui

Sgt Kirk

Non è che  mischiando una grande passione con carta e china, venga fuori sempre qualcosa di buono. Gli ingredienti della pizza sono sempre gli stessi ma non c’è un pizzaiolo che la faccia uguale all’altra e non è detto che venga buona o che piaccia alla gente. Inoltre può pure essere buona e incontrare il gusto della massa, ma essere venduta in una pizzeria così scomoda come posizione o così male amministrata da rendere la bontà del prodotto del tutto irrilevante.

pizzeria russa 1993 Ninja Turtles

Il primo problema per chi vuole avere a che fare con il lavoro in questo campo sono i soldi. Come camparci? È davvero possibile camparci? Venticinque anni fa era più facile, ma non vuol dire che fosse realmente facile o che oggi sia impossibile. Diciamo che venticinque anni fa il mondo del lavoro era tutto più facile, quindi si va di proporzione. Ma casini e privazioni ci sono sempre stati, sopportati solo grazie alla passione di chi ama questo lavoro.

Los Profesionales by Carlos Gimenez

Los Profesionales by Carlos Gimenez

D’altra parte cento anni fa in Italia avrebbero dato l’anima per vivere come viviamo noi, quindi non lamentiamoci poi troppo. E un secolo fa il Corriere dei piccoli usciva già da qualche anno, pubblicando i primi fumettisti che avrebbero influenzato le successive generazioni. Che, appunto,  avevano qualche problema in più di noi, tipo la guerra, la fame ecc. E in mezzo a un mare di retorica, c’era pure chi riusciva a scherzarci sopra.

Antonio Rubino, Corriere dei Piccoli

Antonio Rubino, Corriere dei Piccoli

Esattamente un secolo fa,  veniva anche presentata la teoria della Relatività di Albert Einstein. Prima che temiate un mio patetico tentativo di spiegazione, vi rassicuro: c’è internet per questo. Ve lo dico, perché di questo trattava la mia seconda sceneggiatura in assoluto che illustrato, sempre di Francesco Manetti. Sceneggiature… quelle cose con su scritto: PP (Primo Piano), Campo Medio, di quinta, Dida… avete presente? Esatto, quelle cose che se prima pensavi di saper disegnare bene perché facevi un po’ quel cavolo che ti pareva e piaceva, nel momento in cui ti trovavi ad illustrare esattamente quello che ti veniva chiesto, scoprivi i tuoi veri limiti.

los profesionales by Carlos Gimenez

Nella mia faticosa ricerca del tempo perduto, il nuovo passo è stato ridisegnare questa storia 25 anni dopo. La trovate qui. Dopo una dozzina di tavole prodotte insieme, Francesco e io non ci siamo più sentiti per molti anni, abbiamo condotto strade differenti che ci hanno portato le gioie della famiglia, ma che ci hanno in qualche modo allontanato da quello che, forse, entrambi amavamo davvero fare. Abbiamo ricominciato un po’ per gioco, un po’ per passione, a riprendere questi nostri primi passi giovanili nel mondo del fumetto. E da questo sta nascendo qualcosa di interessante, di cui vi parlerò più avanti.

Albert di Francesco Manetti e Luciano Costarelli

“Albert” di Francesco Manetti e Luciano Costarelli

to be continued…

Dopo Lucca Comics

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Sono Andato a Lucca Comics, ci mancavo da parecchio ed è stato un po’ come andare all’Expo dopo agosto. Tante cose da vedere, ma per via delle file, bisognava scegliere qualcosa e sacrificare qualcos’altro. Non tutte le scelte che ho fatto sono state giuste, in un caso mi sono sentito un po’ come se avessi fatto fila nel padiglione-pacco-mercatino del Vietnam dell’Expo, invece di girare i bellissimi padiglioni dell’Est Europa. Imparerò dai miei errori; comunque Lucca è stata una fiera grandiosa, ho potuto incontrare gente brillante, professionisti, vecchi amici e qualche mio mito personale (Manara e Liberatore) di quando al liceo andavo a comprare i fumetti alle Nuvole Parlanti e il prof di figura schifava i miei albi di Enki Bilal.

Eccomi a 17 anni (a sinistra) con l'albo "La fiera degli Immortali" edizione originale Francese, comprato a Parigi durante la gita scolastica del Liceo.

Eccomi a 17 anni (a sinistra) con l’albo “La fiera degli Immortali” edizione originale Francese, comprato a Parigi durante la gita scolastica del Liceo. Con il mio amico Massimiliano Esposito che adesso vive proprio in Francia.

Veniamo a me, alcune novità: la prima è che è uscito, proprio per Lucca Comics il Fumetto di 12 Pagine “L’alba dei giganti” all’interno dell’albo collettivo “Giganti d’Acciaio”, edito da Cagliostro E-press. È il mio ritorno alla carta stampata dopo 8 anni. Rivedendolo ho visto delle cose che sono venute meglio di quello che pensavo (i retini: sono perfetti su carta) e altre su cui c’è ancora da lavorare. Tanto non sono mai contento di quello che disegno, ma va bene così. Bellissima storia di Andrea Garagiola, a rileggerla su carta, qualche mese dopo averla disegnata, ho apprezzato enormemente la regia.

Giganti d'Acciaio

Giganti d’Acciaio

Altra novità, sto ridisegnando delle storie brevi di Francesco Manetti, che pubblicai sulla storica fanzine “Collezionare“. Fu la prima volta che mi trovai di fronte una sceneggiatura e dopo tanti anni ho deciso di ridisegnarle perché lo considero una specie di reboot per me. Riparto da lì deciso a migliorare per riprendere a fare qualcosa che davvero amo e che ho lasciato indietro per troppo tempo. La prima storia, 3 tavole di SF, dal titolo “La Sentenza” è già stata pubblicata su DIME WEB 

Sentenza1

La Seconda è in corso d’opera, e non vedo davvero l’ora di Terminarla!

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Anche in questo caso si tratta di Fantascienza, 4 tavole che dovrei finire, per una curiosa coincidenza, proprio in una ricorrenza importante per il personaggio protagonista di questa storia!

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Pencil

Se le cose vanno come penso, settimana prossima mi arriverà una sceneggiatura del genere che preferisco, la fantascienza. Fa parte del progetto che ha risvegliato il mio interesse per i fumetti. Nel caso, non potrei  però pubblicare qui le tavole di quella storia. Luciano CostarelliHo un mio progetto personale a cui tengo molto, che disegnerò dopo questa storia di SF, e che voglio mettere qui, in una sezione specifica. Sarà molto impegnativo perché ha un’ambientazione urbana molto precisa e devo documentarmi parecchio. Pistole, moto, automobili, edifici specifici, vestiti. Sarà un discreto sbattimento.

Beretta

Nel frattempo, comunque, qualcosa qui la voglio mettere. Una dozzina di anni fa avevo scritto una storia con delle potenzialità, però la rivista che la conteneva chiuse dopo soli due numeri. Un record, visto che normalmente le riviste che non funzionavano chiudevano al terzo. A dirla tutta il fumetto era disegnato abbastanza male. Si trattava di un Fantasy, genere per cui nutro sentimenti molto controversi.

argentoI personaggi ci sarebbero, anche se vanno limati un po’; il soggetto regge, i dialoghi sono da rivedere per differenziare maggiormente i personaggi. Mi sembra giusto concedergli una seconda occasione. Sto studiando gli stacchi giusti per delle pubblicazioni settimanali. Si comincia dalle matite.

pencil

G-Pen

returnLo faccio da quando avevo quattro anni. Giuro. Riempivo i balloon con simboli casuali perché non sapevo ancora scrivere, ma mettevo le immagini in sequenza. Disegnavo fumetti su decine di quaderni che assorbivano via via tutto l’immaginario collettivo degli anni ’70 e ’80. Disney e Marvel, Go Nagai e tutti gli anime. Tutti. Mi diverivo un mondo. Quando ho sostituito le righe e i quadretti con il Fabriano F4 sono Arrivati Moebius e Hugo Pratt, Pazienza e Alex Raymond. Dylan Dog e infine, prepotentemente, i Manga.

passato

Per un po’ l’ho anche fatto come professione. Il momento era buono, di lavoro ce n’era: nei primi anni ’90 pubblicavano cani e porci. Solo che me ne ero andato di casa quando avevo vent’anni e dovevo mantenermi. In pubblicità prendevo più del doppio che in editoria mettendoci un terzo del tempo. Disegni “freschi” a pantone, di getto, tirati via, storyboards, layouts, tutto usa e getta, niente rimaneva stampato. Affitto e bollette pagate. Per farla in breve, scelsi la via più facile.

2-pantoni

Comunque continuavo a scrivere e disegnare storie, pubblicavo anche qualcosa con editori… hemm…diciamo minori. Ma, influenzato dallo stile frenetico dell’advertising, cercavo di metterci meno tempo possibile. Ovviamente i miei disegni facevano sempre più cagare. Poi, a furia di premere sull’accelleratore, mi schiantai contro un muro.

Un lavoro interessante, pagato bene. Una piccola casa editrice, una sceneggiatura che non ho mai capito veramente. Un progetto di qualche anno prima, che diventava a colori. 84 pagine a colori. Tra casini vari, mi trovai con poco più di un mese per fare tutto. E avevo contemporaneamente un altro lavoro da 40-48 ore a settimana.

charlie-chaplin-tempi-moderni

Con l’accumulo dei ritardi, dopo una ventina di pagine, vedendo la catastrofe incombere, cominciai a farmi aiutare da un po’ di gente. Una di loro è diventata molto brava, adesso pubblica per Panini. Infatti la sua tavola è una di quelle belle dell’albo. Comunque prima smisi di colorare i personaggi, poi delegai ad altri anche gli sfondi. Non dormivo praticamente più. Vedevo l’alba tra matite e monitor, il mug pieno di caffé freddo e le lattine vuote di Red Bull. Supervisione inesistente, tempo per correggere: zero.

Se guardi i tuoi disegni dopo qualche giorno o anche solo dopo qualche ora, ti rendi conto di tutti gli errori. In quel caso li vidi tutti sull’albo stampato. Erano tanti, veramente tanti. E non ci potevo fare più niente.

smettere

A parte qualcosina per degli amici, smisi completamente di disegnare fumetti, amareggiato dalle critiche, soprattutto da quelle che condividevo.

Sono passati 8 anni da allora poi, di colpo, poco fa ho ricominciato. Ci ho messo vent’anni per capire la differenza che c’è tra metterci tre giorni per fare una tavola e fare tre tavole al giorno. Ora voglio solo fare qualcosa che piaccia alla gente e che piaccia a me. Tornare a disegnare per divertirmi, come tanto tempo fa.

Questa volta non sceglierò la via più facile. Ho anche imparato ad usare il famigerato pennino G-Pen…

macchione